L'Associazione europea dei costruttori di auto (ACEA) ha delineato la sua posizione sull’Industrial Accelerator Act (IAA) e sul Made in EU. Mentre i negoziati entrano nel vivo, ribadisce il sostegno a politiche per “salvaguardare la produzione manifatturiera” e ridurre la dipendenza estera per tecnologie “pulite”, ma lancia anche un allarme.

Secondo l’ACEA, l’Industrial Accelerator Act, nella sua attuale formulazione, “rischia di sconvolgere catene del valore consolidate e compromettere investimenti in corso”. È inoltre “reale” il rischio di indebolire la base industriale dell'UE. Le iniziative a sostegno delle produzioni nazionali sono “giustificate”, ma devono essere “intelligenti e mirate” e applicate con pragmatismo, così da rafforzare l’industria senza penalizzare investimenti e occupazione. Solo così l’IAA potrà diventare “uno strumento efficace”, osserva l’associazione, presentando diverse proposte di modifica.

4 marzo 2026: il commissario all’Industria, Stéphane Séjourné, presenta l'Industrial Accelerator Act

Il passaggio alla “preferenza UE27” è ritenuto legittimo, ma dovrebbe essere graduale e includere esenzioni “mirate e giustificate”. Escludere gli stabilimenti esistenti dei membri ACEA rischierebbe infatti di bloccare gli investimenti e indebolire la competitività.