<p>La <strong>regolamentazione</strong> è fondamentale per garantire fiducia e sicurezza sul mercato dei capitali.
Con la <strong>MiCAR</strong>, l’Unione Europea ha introdotto il primo quadro normativo completo al mondo per le cripto-attività, il cui primo periodo di prova è terminato oggi <strong>1° luglio</strong>.
A partire da tale data, ogni fornitore di servizi relativi alle cripto-attività operante nell’Ue dovrà essere in possesso di una licenza MiCAR a tutti gli effetti e i fornitori che non saranno riusciti ad ottenere la licenza dovranno interrompere i servizi. </p> <p> </p> <p>Una tappa significativa, che probabilmente non riceverà l’attenzione che merita.
Ciò che la rende tale non è la scadenza in sé ma ciò che comporta: per la prima volta, un intero continente gestirà il mercato delle criptovalute nell’ambito di un <strong>unico quadro normativo</strong> che comprende le licenze, la custodia, la tutela dei consumatori e la gestione del mercato.
Nessun’altra giurisdizione al mondo ha raggiunto questo traguardo: mentre gli <strong>Stati Uniti </strong>rimangono impantanati nel dibattito sui fondamentali e l’Asia resta frammentata, l’Europa, spesso dipinta come lenta nell’innovazione, avrà istituito la normativa più coerente al mondo in materia di cripto-asset. </p> <p> </p> <h2><strong>La situazione in Italia</strong></h2> <p>Ciò che la rende ulteriormente significativa è legata al rapporto tra <strong>regolamentazione e adozione</strong>, che sono legati a doppio filo.













