Con circa 300 decessi all'anno, l’Italia ha il tasso di mortalità per annegamento più basso d'Europa. Merito dell'obbligo del servizio di salvataggio

Nonostante le spiagge italiane accolgano ogni anno circa 180 milioni di turisti, sono tra le meno mortali d’Europa per quanto riguarda gli annegamenti. Con un tasso di mortalità per annegamento di 5,7 decessi per milione di abitanti, l’Italia si conferma il Paese più sicuro d’Europa per la balneazione tra le principali destinazioni turistiche del Mediterraneo, facendo meglio di Spagna, Francia e Grecia e collocandosi ben al di sotto della media europea. È quanto emerge da uno studio presentato da SIB-Fipe Confcommercio in occasione del lancio della campagna nazionale «annegamenti zero» presentata oggi 1 luglio. Una campagna che mira a rafforzare la prevenzione e la sicurezza sulle spiagge attraverso diversi strumenti e proposte.

I numeri dello studio

Secondo i dati illustrati dall’associazione, nell’Unione europea si registrano ogni anno quasi 5.000 decessi per annegamento accidentale e immersione. La Francia è il Paese con il maggior numero assoluto di vittime, 737 all’anno, seguita da Spagna con 537, Germania con 476, Polonia con 466, Romania con 458 e Grecia con 398. L’Italia si attesta invece a circa 338 decessi annui. Ancora più significativo se si confronta con la popolazione. Il tasso italiano è infatti di 5,7 morti per milione di abitanti, contro una media europea di 11,1. La Spagna registra 11,2 decessi per milione, la Francia 10,8 e la Grecia raggiunge addirittura quota 38,3. Anche l’Olanda, spesso indicata come modello nella cultura della sicurezza e dell’educazione all’acqua, presenta un’incidenza superiore a quella italiana. Per il SIB-Fipe questi risultati confermano l’efficacia del modello organizzativo adottato nel nostro Paese, fondato sulla presenza capillare degli stabilimenti balneari e sull’obbligo del servizio di salvataggio.