Un funzionario del Comune di Torino – dopo anni di servizio negli uffici di piazza San Giovanni - ha rassegnato le dimissioni: decorrenza immediata. Il procuratore aggiunto Salvatore Dolce e la sostituta Elisa Buffa ipotizzano a suo carico i reati di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. È stata chiesta la misura cautelare del carcere, disponendo l'interrogatorio preventivo di garanzia previsto dalla riforma Nordio per i reati contro la pubblica amministrazione. L'udienza davanti al Gip si è già svolta: la decisione è attesa nelle prossime settimane. Per quale motivo si è già dimesso? Le dimissioni, secondo quanto ricostruito, andrebbero lette come un tentativo di mitigare la posizione dell'indagato ed evitare il carcere in favore di una misura meno afflittiva. L'allontanamento dagli uffici di piazza San Giovanni, dove si sarebbe consumato il reato, potrebbe far cadere il rischio di reiterazione o di inquinamento delle prove. Perché l’indagine è particolarmente complessa A condurre le indagini sono stati gli uomini della polizia locale, che hanno dovuto superare non poche difficoltà in un contesto segnato da reticenza e omertà. Il lavoro investigativo ha permesso di ricostruire un quadro ad ampio raggio, che coinvolge anche una decina di professionisti — in prevalenza architetti e geometri — ora indagati in concorso con il funzionario nello stesso fascicolo. Di cosa è accusato il funzionario Il dipendente che si è dimesso lavorava nel «Servizio vigilanza edilizia e agibilità», ufficio da cui transitano le pratiche relative alla verifica degli illeciti edilizi, ai provvedimenti sanzionatori, al controllo delle segnalazioni di agibilità e alle istruttorie delle sanatorie edilizie. In quest’ambito si sarebbe mosso un gruppo di professionisti disposto a rivolgersi al funzionario, che «in cambio di denaro o altre utilità» avrebbe fornito assistenza, arrivando anche ad accedere e divulgare dati riservati relativi a diverse pratiche, oggi tutte sotto esame. Da chiarire come avvenissero i favori tra il funzionario e i professionisti coinvolti: secondo la Procura sarebbe stato un sistema consolidato tra il 2023 e il 2025.
Mazzette a Palazzo Civico, si dimette funzionario dell'Edilizia indagato per corruzione
L'uomo lavorava nel settore vigilanza edilizia: coinvolta nell'inchiesta anche una decina tra architetti e geometri






