di
Antonio Macaluso
Intervista a Constance Brément, nuova direttrice del Salone nautico che si terrà nella città francese dall’8 al 13 settembre, inaugurando la stagione degli appuntamenti internazionali del settore
La prima novità del Cannes Yachting Festival, in programma dall’8 al 13 settembre, non è una barca ma il nuovo direttore generale, Constance Brément. Vicedirettrice fino allo scorso anno accanto a Sylvie Ernoult, laureata alla Neoma Business School, Brément ha iniziato la carriera come Key Account Manager prima di ricoprire ruoli dirigenziali nel marketing e nella comunicazione nei settori del lusso e dell'industria. Tra le varie esperienze, nel 2014 è entrata nel gruppo Beneteau come Direttrice Comunicazione e Marketing. In questa intervista al Corriere racconta come sarà il “suo” primo Salone Nautica da numero uno.
Signora Brément, immagino abbia avuto il tempo di riflettere su come organizzare il suo primo Salone Nautico di Cannes. Quali saranno le sue priorità?«Per questa prima edizione alla guida del Cannes Yachting Festival, la mia priorità è semplice: preservare identità e standard di qualità del Salone, accompagnandolo al contempo in una nuova fase del suo sviluppo per rispondere alle aspettative dei nostri 680 espositori, dei 56 mila visitatori e all'evoluzione del mercato. Il Festival è il più grande Salone Nautico in acqua d’Europa e uno degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale. Il suo ruolo è strategico: inaugura la stagione e permette ai marchi di presentare le loro novità e innovazioni. Prevediamo oltre 150 anteprime mondiali. Offre inoltre a tutto il settore un momento chiave di visibilità, incontro e business ed è risolutamente orientato all’eccellenza. L’ambizione è quindi rafforzare il suo prestigio internazionale, elevare la qualità dell’esperienza offerta ai visitatori e agli espositori e valorizzare la ricchezza dell’offerta nautica, che spazia da dayboat, yacht, barche a vela e catamarani fino agli OEM, ai servizi e a i giocattoli. Dobbiamo dare vita ancora più pienamente a ciò che rende la fiera unica: un evento professionale ma anche fonte di ispirazione, esplorazione e meraviglia».






