CATANZARO C’è chi ha pronunciato per la prima volta il Giuramento di Ippocrate e chi, dopo quarantacinque anni trascorsi accanto ai pazienti, ha ricevuto il riconoscimento per una vita dedicata alla professione. Tra l’entusiasmo dei giovani medici e l’esperienza di chi ha attraversato quasi mezzo secolo di sanità italiana, si è svolta all’Hotel Guglielmo l’assemblea ordinaria annuale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catanzaro guidata dal presidente Vincenzo Antonio Ciconte. L’assemblea ha approvato all’unanimità il conto consuntivo 2025, illustrato dal tesoriere Rino Colace, dopo la relazione del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, la professoressa Marianna Mauro. Ma il momento centrale della giornata è stato senza dubbio l’intervento del presidente Ciconte, che ha tracciato un’analisi lucida dello stato del Servizio sanitario nazionale e della sanità calabrese, indicando le priorità sulle quali, a suo giudizio, occorre intervenire con urgenza. «Da un lato la riconoscenza verso chi ha dedicato una vita alla cura, dall’altro l’entusiasmo e la responsabilità di chi si appresta a intraprendere un cammino impegnativo ma profondamente nobile. In questa continuità generazionale si esprime uno dei valori più autentici della nostra professione», ha esordito Ciconte. Il presidente ha quindi ricordato come l’Ordine continui a sostenersi esclusivamente grazie alle quote associative, «tra le più basse d’Italia in rapporto al numero degli iscritti», sottolineando che il Consiglio direttivo svolge la propria attività a titolo completamente gratuito, senza percepire alcun gettone di presenza. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al personale amministrativo Anna Briatico, recentemente collocata in pensione, Franco Sacco, Tommaso Gigliotti, Liano Scarfone e all’avvocato Gianluigi Mosca, impegnati quotidianamente nel funzionamento della struttura e nel recupero delle quote associative non versate. Un riconoscimento è stato espresso anche alla presidente del Collegio dei Revisori Marianna Mauro e ai consulenti dell’Ordine, la dottoressa Sandra Aloi e l’avvocato Virgilio Conte, «per il prezioso supporto, la competenza e la costante disponibilità». «Il Servizio sanitario nazionale attraversa una fase di profonda criticità strutturale», ha affermato Ciconte. «La pandemia da Covid-19 ha semplicemente reso più evidenti fragilità già presenti da tempo: il sottofinanziamento rispetto ai bisogni crescenti della popolazione, la difficoltà di programmare la spesa, la carenza di personale, la frammentazione territoriale dell’assistenza e il progressivo indebolimento della governance nazionale». «Medici, infermieri e professionisti sanitari rappresentano la vera infrastruttura del Servizio sanitario nazionale», ha sottolineato Ciconte. «Oggi sono sottoposti a una pressione crescente determinata dai pensionamenti, dalle dimissioni volontarie, dalla mobilità verso l’estero, dal passaggio al privato e dai nuovi fabbisogni legati all’attuazione del Pnrr».