VOLTAGO AGORDINO (BELLUNO) - Ha un nome difficile da pronunciare: medulloblastoma. Un nome che fa paura solo a sentirlo, figurarsi a viverlo. È la malattia di cui soffre Marco, 7 anni, di Voltago Agordino. Un tumore cerebrale maligno che colpisce prevalentemente il cervelletto e colpisce i bambini tra i 2 e i 7 anni. Il 15 aprile Marco ha subìto un intervento di decompressione midollare e ora si trova ricoverato in un ospedale in provincia di Padova, quello di Schiavonia, per la radioterapia. In futuro si prospetta anche la chemioterapia. Una storia dura da sentire. Una famiglia che si trova a combattere contro qualcosa che fa paura, una situazione dolorosa. Ma in tutto questo dolore c'è uno spiraglio che apre il cuore. Sì, perché l'amministrazione di Voltago e la parrocchia di Frassenè si sono mosse per avviare una raccolta fondi e aiutare la famiglia di Marco. Giovedì è stata aperta una pagina sulla piattaforma GoFundMe e sono già stati raccolti oltre 22mila euro. In tantissimi si stanno mobilitando per aiutare il bambino e i suoi genitori a sostenere i costi delle terapie e degli spostamenti. Sta vincendo l'umanità.

La malattia Marco adesso si trova su una sedia a rotelle e dovrà seguire una fisioterapia all'ospedale di Conegliano, in provincia di Treviso, tre volte a settimana. Il periodo di recupero sarà lungo, i medici stimano intorno ai 18 mesi tra riabilitazione e controlli. Per mamma Cristina e papà Alan non è facile conciliare tutte le visite con il lavoro, fare avanti e indietro tra un ospedale e l'altro, tra un ambulatorio e un centro medico. La mamma sta usufruendo del congedo biennale retribuito (legge 104) e ha ancora 11 mesi disponibili. Una tipologia di congedo che è compatibile solo con il congedo parentale pagato al 30%: Alan ha quasi finito i giorni, gliene mancano 27. Non hanno più ferie, nemmeno permessi. E pure i conti correnti iniziano a diventare risicati, una volta pagate le spese per portare il loro bambino dai medici.L'iniziativa «I fondi raccolti - fanno sapere il sindaco Giuseppe Schena e i due parroci don Cesare Larese e don Giuseppe Bratti - saranno destinati a coprire le spese per i trattamenti medici di Marco, inclusi radioterapia e fisioterapia. Saranno utilizzati anche per i viaggi verso gli ospedali, il supporto domestico e le spese quotidiane della famiglia. Inoltre, si prevede di investire in supporto psicologico e in attività ricreative che possano portare gioia a Marco durante il suo percorso di cura, che sta affrontando con impegno e anche con la spensieratezza della sua età». Sindaco e parroci si appellano a tutti coloro che ascolteranno la storia di Marco: «A tutti voi, ancora una volta e con tutto il cuore, privi di qualsiasi formalità che in questi contesti serve a ben poco, esprimiamo fin da subito la nostra profonda gratitudine a chi vorrà contribuire, nell'agire tipico della nostra gente di montagna».