Emergenza acquaEcco perché nonostante le piogge il Nord Italia soffre la siccità Consorzi di bonifica: pesa la carenza di invasi, si trattiene appena l’11% delle precipitazioni. Tra marzo e maggio un miliardo di metri cubi è finito in maredi Giorgio dell'Orefice1 luglio 2026Nonostante un inverno caratterizzato da fenomeni estremi e piogge torrenziali l’Italia, in particolare il Nord Est d’Italia, oggi soffre la siccità. La cronica mancanza di infrastrutture, in particolare bacini e invasi, non ha consentito di immagazzinare le risorse idriche portate dalle precipitazioni e in questo modo – si stima – circa un miliardo di metri cubi d’acqua tra i mesi di marzo e maggio sono defluiti serenamente verso il mare. È la denuncia che farà oggi a Roma l’Anbi, associazione nazionale dei consorzi di bonifica, nel corso della propria assemblea. L’Anbi associa 141 Consorzi di bonifica e irrigazione e gestisce oltre 19 milioni di ettari (circa il 64% del territorio nazionale) soprattutto in pianura e bassa collina e oltre 231mila chilometri di canali irrigui e di scolo e in base a questi numeri è in grado di fornire in tempo reale un bilancio delle risorse idriche del Paese.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIUn miliardo di metri cubi d’acqua finito in mareIn Italia – spiegano dall’Anbi - il periodo da novembre scorso ad oggi è stato denotato da una marcata anomalia climatica con fenomeni estremi, caratterizzati da piogge torrenziali e siccità, temperature inusuali e perturbazioni violente; dal 1° Gennaio scorso sono state ben 1029 (+40%) le località interessate da eventi meteo di forte intensità con aumento di anomali fenomeni meteorologici: in particolare, ci sono già stati 584 eventi con grandine eccezionale contro i 236 dell’intero 2025 e 80 tornado, cioè 10 in più dell’anno scorso.Vincenzi (Anbi): invasi e rete idraulica una scelta strategia del Paese«Ma la perdurante insufficienza di invasi – ha detto il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi - non ha permesso di raccogliere buona parte della pioggia caduta sul Nord nei mesi di gennaio e febbraio. Nel solo Veneto, dove il comparto agricolo è già ora in sofferenza. Una situazione grave che va affrontata. Il Piano Invasi Multifunzionali da noi proposto con Coldiretti insieme all’efficientamento della rete idraulica, devono diventare scelte strategiche per il futuro del Paese».La rete è in grado di trattenere appena l’11% delle precipitazioniUna criticità ben espressa dai numeri visto che l’Italia con l’attuale rete infrastrutturale è oggi in condizione di trattenere appena l’11% delle precipitazioni che ogni anno arrivano sul territorio nazionale.Senza dimenticare che l’Italia spende mediamente 3 miliardi e mezzo all’anno per riparare danni da eventi naturali ai quali si aggiungono, da un quadriennio, 4 miliardi per rifondere i danni dovuti alla siccità. Dati che, da soli, dovrebbero spingere a investire su pluriennali di interventi d’adattamento.