<p>Il commesso viaggiatore ha un ruolo fondamentale per l’economia italiana: gli oltre 200 mila agenti e rappresentanti di commercio iscritti alla <strong>Fondazione Enasarco</strong> intermediano ogni anno in Italia fino a <strong>500 miliardi di beni e servizi</strong>.
Un valore pari a circa <strong>un quarto del pil italiano</strong> che finora non era mai emerso.
La stima arriva dal primo Rapporto sull’intermediazione commerciale e finanziaria in Italia, elaborato dall’Osservatorio Enasarco sulla base dei dati Istat, Banca d’Italia e altre fonti, presentato martedì 30 giugno a Roma presso la sede del <strong>Cnel</strong> dalla presidente della Fondazione <strong>Patrizia De Luise</strong> e dal direttore generale, <strong>Antonio Buonfiglio</strong>. </p> <h2>Il valore dell'intermediazione commerciale in Italia</h2> <p>La stima, hanno spiegato da Enasarco, parte dalle provvigioni che sono state dichiarare dagli iscritti, che superano i 20 miliardi di euro e, considerando le <strong>aliquote medie applicate su giro d’affari</strong> (che arrivano al 4% dei beni e servizi intermediati), il calcolo è pari ad una forchetta, piuttosto ampia, che parte da 350 miliardi per arrivare appunti a superare i 500 miliardi. </p> <p>«È una stima per scenari, non un valore contabile certificato», ha spiegato la presidente De Luise puntualizzando che il numero misura le transazioni facilitate dagli intermediari, non il reddito. </p> <h2>Il ruolo dei consulenti finanziari e le richieste alle istituzioni</h2> <p>Capitolo a parte meritano <strong>35 mila consulenti finanziari</strong>, anche loro iscritti a Enasarco, che assistono <strong>5,4 milioni di clienti</strong> con <strong>660 miliardi di euro di asset in gestione</strong>.






