Bruxelles. Il futuro delle relazioni dell’Unione europea con l’Asia passa per il Caucaso meridionale? Ursula von der Leyen ha iniziato una visita di due giorni in Azerbaigian e in Armenia per promuovere i legami dell’Ue con la regione e il processo di pace avviato tra i due paesi, dopo una guerra che si trascinava dalla fine dell’Unione sovietica e che si è conclusa con la firma di un accordo sotto l’egida di Donald Trump l’8 agosto del 2025. “La visita si focalizza su quattro priorità”, ha detto la Commissione: sostenere il processo di pace, migliorare la connettività attraverso la regione, approfondire la partnership economica e sostenere l’Armenia di fronte alla coercizione russa. Von der Leyen oggi sarà a Baku per incontrare il presidente Ilham Aliyev per la prima volta dal 2022. All’epoca si trattava di assicurarsi d’urgenza approvvigionamenti di gas, dopo il taglio delle forniture da parte della Russia nell’ambito della guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il tema resta di attualità, ma la Commissione vuole anche rafforzare la cooperazione su progetti infrastrutturali regionali. Domani la presidente della Commissione sarà a Yerevan, dove rivedrà il primo ministro, Nikol Pashinyan, fresco di una vittoria alle elezioni che ha confermato la volontà degli armeni di avvicinarsi all’Europa. L’Ue ha sostenuto Pashinyan in campagna elettorale organizzando un vertice della Comunità politica europea a Yerevan a maggio e fornendo assistenza per rispondere alla destabilizzazione della Russia in vista delle elezioni. Ma ciò a cui punta la Commissione è soprattutto il “Corridoio di mezzo”: una rotta potenzialmente strategica per i flussi commerciali tra l’Europa e l’Asia.Il Corridoio di mezzo – gli americani la chiamano Rotta Internazionale di Trasporto Transcaspica (Titr) – è una rete di trasporto che collega la Cina e il sud-est asiatico attraverso il Caucaso meridionale per poi proseguire verso la Turchia e l’Europa. Marta Kos, la commissaria all’Allargamento, ha un modo efficace per descrivere la sua importanza strategica per l’Ue. “Per lungo tempo ci siamo affidati a due rotte per legare l’Europa all’Asia. La rotta nordica attraverso la Russia e la rotta meridionale attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez. Ma i conflitti hanno reso queste rotte inaffidabili”, ha spiegato Kos. La rotta russa è chiusa dall’inizio della guerra in Ucraina. Quella che passa da Suez è diventata sempre più instabile, costringendo molte navi a circumnavigare l’Africa. “C’è un’atra strada”, ha sottolineato Kos: “Guardate alla mappa degli aerei prima e dopo l’inizio della recente guerra in Iran. Quasi tutti gli aerei hanno iniziato a passare attraverso il Caucaso. Attraverso il Corridoio di mezzo possiamo assicurare i nostri legami commerciali, energetici e digitali” con l’Asia.La Commissione intende investire per migliorare strade, ferrovie e porti, e per ridurre i tempi di attesa alle frontiere. L’obiettivo è tagliare i tempi di percorrenza delle merci dalla Cina all’Europa da 45 a 15 giorni. L’Ue è alla ricerca di una rotta “in cui possiamo avere fiducia”, ha detto Kos. Il Corridoio di mezzo può anche facilitare la normalizzazione dei rapporti tra Azerbaigian e Armenia. “Sosterrà le relazioni che stanno migliorando nella regione dopo decenni di conflitto”, ha spiegato Kos, paragonando il progetto a “quello che il carbone e l’acciaio hanno fatto in Europa” dopo la Seconda guerra mondiale. Ma i vecchi conflitti sono difficili da superare. Nonostante la volontà di Pashinyan di normalizzare i rapporti con l’Azerbaigian, Aliyev rifiuta di firmare un trattato di pace formale con l’Armenia se la sua Costituzione non sarà emendata per cancellare ogni riferimento al Nagorno-Karabach. Anche l’apertura di posti di frontiera chiave per il Corridoio di mezzo dipende da questo. Von der Leyen vuole convincere Aliyev ad adottare un approccio pragmatico. Ma la chiave potrebbe trovarsi in Turchia, alleata dell’Azerbaigian. Ieri l’Alto rappresentante, Kaja Kallas, era ad Ankara per incontrare Recep Tayyip Erdogan assieme a due commissari responsabili di settori chiave per il leader turco (allargamento e visti). “La Turchia è un partner fondamentale”, ha detto Kallas. “In un momento di crescente instabilità, una stretta cooperazione tra Ue e Turchia può garantire una maggiore prevedibilità e promuovere la stabilità regionale”, ha spiegato Kos.