Il capolinea delle illusioni. Quale idea ha davvero il Governo nazionale della Calabria? È una domanda diretta, che nasce guardando alle infrastrutture. La risposta, allo stato attuale, è sotto gli occhi di tutti. La regione resta una terra da attraversare con fatica, da raggiungere con pazienza, da collegare in una data sempre rimandata. Si chiede ai calabresi di credere nella modernità mentre la modernità si ferma prima di arrivare.

Alta velocità solo nei comunicati

Di Alta velocità si parla molto, nei fatti, in Calabria non si vede. Non è nella quotidianità di chi si sposta per lavoro, studio o famiglia, non è nei tempi di percorrenza e non è neanche nella percezione di chi deve decidere se investire o restare. Esiste nei comunicati, nei lotti, nelle mappe colorate, ma una regione non si collega con le slide. Servono binari, tempi certi, risorse e cantieri portati a termine.

La contraddizione del Ponte

E la contraddizione è tutta politica. Mentre la Calabria attende da anni una dorsale ferroviaria all’altezza di un Paese europeo, il Governo indica come priorità il Ponte sullo Stretto, u’opera raccontata come simbolo di futuro, che rischia però di diventare il segnale più evidente di una visione rovesciata: realizzare prima il grande attraversamento e lasciare il resto fragile, lento, incompiuto.