Al bagno 133 di Miramare, fili e gomitoli diventano occasioni di incontroRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna volta l’uncinetto sembrava destinato a sopravvivere soltanto nei cassetti delle nonne, insieme ai centrini custoditi con una cura quasi religiosa. Poi, senza clamore, è tornato. Ma non come esercizio di nostalgia. È riapparso nelle mani delle ragazze, dei ragazzi, delle mamme, dei pensionati, di chi cerca un modo per rallentare in un mondo che corre troppo. E allora succede che, nell’estate delle notifiche incessanti e delle vacanze da immortalare, il rumore più rassicurante diventi quello di un filo che scorre tra le dita, mentre davanti c’è soltanto il mare.
È un piccolo cambio di prospettiva quello che si vede al bagno 133 Giorgio di Miramare, dove l’uncinetto lascia la sala civica e si trasferisce sulla spiaggia. Non è semplicemente un laboratorio creativo: è il naturale approdo di un’esperienza nata lo scorso gennaio all’interno del Nodo Territoriale di Salute Sud Mare, che ha saputo trasformare un’antica manualità in uno strumento di relazione.








