Ucciso per la richiesta dell’ennesima pizza gratis. Un assurdo e orribile delitto. Una vita spezzata per un niente. Raffaele Stipa, 67 anni, gestore della pizzeria e piadineria ‘Yoghi’ – che era anche il suo soprannome – è stato ammazzato poco dopo le 22 di lunedì sera, a coltellate dietro al bancone del suo locale che gestiva da 28 anni (dopo essere arrivati in città da Capo d’Orlando, in provincia di Messina, di cui era originario) davanti agli occhi della sorella Antonella – contitolare – rimasta ferita mentre cercava di difenderlo dall’assassino. Il killer, Andrea Pellati, 43 anni, pluripregiudicato, è stato arrestato dalla polizia dopo una fuga durata poco meno di quattro ore.
Era un cliente abituale, reggianissimo e originario della zona, che viveva in via Maiella, proprio a pochi passi dalla pizzeria di via Gran Sasso d’Italia, nella zona Sud della città, nel quartiere incastonato tra ospedale e Rosta Nuova. Conosceva da vent’anni la vittima. "Non c’erano mai stati problemi con lui fino ad ora", avrebbe confidato Antonella ascoltata dagli inquirenti. Così come nel quartiere dipingono l’omicida come "un po’ matto, ma tutto sommato tranquillo e senza mai aver creato problemi".
Un movente stupido, banale, spinto dalla premeditazione, aggravante contestata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta, oltre a quella dei futili motivi in aggiunta alle accuse di omicidio e lesioni personali nei confronti della sorella della vittima. "Un amico dell’aggressore era andato a mezzogiorno di ieri (lunedì, ndr) a chiedere tre pizze a credito – ricostruirà poi ieri il procuratore capo Calogero Gaetano Paci nella conferenza in questura – ma c’è stato il diniego della sorella visto che avevano altri debiti in sospeso". Circa 20 euro. Spiccioli che sono valsi una vita. Ma negli ultimi tempi le richieste ricorrenti di non pagare hanno esasperato i due gestori fino al fermo no.











