Saranno interrogati entro metà luglio i quattro albanesi indagati per aver aggredito un cameriere di origini senegalesi di 33 anni ai tavoli esterni del bar "Pietrasantese", in piazza Duomo, la notte del 19 aprile. I giovani, di età compresa tra i 25 e i 38 anni, al termine delle indagini erano stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della stazione di Pietrasanta e sono infatti accusati per il reato di lesioni personali, aggravato sia dall’odio etnico sia per il fatto che il reato è stato commesso da più persone.
Come da prassi, dopo la chiusura delle indagini i quattro giovani hanno avuto venti giorni di tempo per chiedere l’interrogatorio e presentare le proprie memorie. La richiesta di interrogatorio è stata presentata dall’avvocato Laura Silvestri, legale dei quattro albanesi. Quest’ultimi saranno ascoltati dal pm Paola Rizzo, la quale deciderà successivamente se chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio. Il cameriere, residente a Forte dei Marmi e difeso dall’avvocato Marco Serafini, quella notte aveva raccontato ai Carabinieri della stazione di Forte dei Marmi di essere stato aggredito intorno all’1,30 mentre stava lavorando. Ai militari aveva spiegato, in particolare, che stava servendo alcuni clienti seduti a un tavolo, quando uno di loro avrebbe iniziato a rivolgergli frasi offensive per il colore della pelle, per poi passare all’aggressione fisica insieme ad altri membri del gruppo. Il cameriere aveva riferito di essere stato aggredito una seconda volta in piazza Duomo, fino al trasporto al Pronto soccorso dell’ospedale "Versilia", dove i medici hanno rilasciato un referto di cinque giorni per lesioni a un occhio e a una tempia. I quattro albanesi sostengono invece di essere stati provocati, tanto che la sera stessa dell’episodio chiesero di essere interrogati per fornire la loro versione dei fatti.













