di Alessandro D’AmatoROMAAncora 24 ore. L’ondata eccezionale di calore che ha stretto l’Italia e l’Europa durerà un altro giorno, poi sul nostro Paese arriverà una perturbazione dal Nord Europa con temporali, grandine e un primo calo delle temperature. La tregua, però, potrebbe essere breve: già nel fine settimana il grande caldo rischia di tornare. Intanto si apre il confronto sui decessi attribuiti all’afa. L’Oms Europa parla di cinque morti in Italia nelle ultime 24 ore, ma il Ministero della Salute frena: "A noi attualmente non risultano questi decessi". Giovedì 2 luglio si riunirà al dicastero una nuova cabina di regia sull’emergenza caldo, alla presenza del ministro Orazio Schillaci; il 6 luglio è prevista invece una riunione d’emergenza con tutti gli Stati Ue.
È proprio sul bilancio delle vittime che, al momento, le letture divergono. Stando alle notizie arrivate dalle Regioni, i decessi che potrebbero essere legati alle temperature estreme sarebbero sei: due anziani a Genova, un bracciante morto nei campi del Mantovano mentre raccoglieva angurie, un operaio deceduto nel Padovano, un 75enne morto a Bari mentre faceva jogging e un altro operaio morto nel Trevigiano al termine del turno di lavoro, caso che secondo i sindacati sarebbe da collegare al caldo. Nel conteggio dell’Oms, relativo alle ultime 24 ore, non sarebbe compreso il lavoratore del Mantovano. Ma il capo della Prevenzione del Ministero, Maria Rosaria Campitiello, invita alla cautela: "I nostri dati sono just in time, partono da dati reali che ci vengono comunicati dai Comuni e a oggi non abbiamo ancora nessun picco da evidenziare. Noi agiamo sui dati reali, l’Oms fa una conta in proiezione statistica". Anche i due casi di Genova, aggiunge, "andrebbero contestualizzati" per capire se siano realmente collegati al caldo. Una nuova rivalutazione è attesa nelle prossime ore. "I Comuni italiani sono tantissimi – spiega Campitiello – e faremo il punto su quanti e quali dati nuovi abbiamo: potremmo dare un dato reale che probabilmente non coinciderà con quello dell’Oms".










