ROVIGO - Un anno fa il convegno dedicato alla loro rinascita, la promessa di riportarle tutte in funzione entro la fine del mandato e un piano di recupero da oltre un milione di euro. Oggi, però, la fotografia delle fontane storiche di Rovigo racconta una realtà ben diversa. Di tutte quelle storiche presenti in città, nessuna è attualmente funzionante. Alcune sono semplicemente spente e svuotate dall'acqua, altre sono diventate piccole pozze stagnanti, mentre in un caso il degrado si accompagna anche ai danni provocati dai vandalismi.
L’impegno Il tema non è nuovo. Già nel 2021, durante l'amministrazione Gaffeo, si era parlato di avviare un percorso per il recupero del patrimonio cittadino. Un progetto poi rilanciato dalla giunta Cittadin, che nel marzo 2025 aveva indicato il ripristino delle fontane come una delle priorità del mandato. In occasione del convegno "Fons", organizzato da Italia Nostra nella sala della Gran Guardia, amministrazione comunale, tecnici e studiosi avevano tracciato una road map per riportare in vita i sei manufatti storici cittadini, prevedendo interventi progressivi. L'obiettivo dichiarato era quello di restaurare le fontane, adeguarne gli impianti e affidarne la gestione ad Asm, affrontando anche le numerose criticità tecniche, dai collegamenti con la rete idrica ai vincoli della Soprintendenza, fino ai costi di manutenzione. Un programma ambizioso che, almeno per il momento, a un anno di distanza, non ha ancora trovato riscontro nella situazione visibile in città. Giardini Marconi La condizione più evidente è quella della grande fontana dei giardini di viale Marconi. L'acqua ha lasciato spazio a una distesa verde di microalghe, attorniata da un abbraccio di erba incolta, trasformando la vasca in una sorta di piccola palude che restituisce un'immagine ben lontana da quella di una delle storiche fontane monumentali della città. Non va meglio alla fontana di piazza Fratelli Cervi. Qui la vasca è asciutta, utilizzata di fatto come deposito improvvisato dove vengono accatastati i sampietrini rimossi durante gli interventi di manutenzione stradale. Di recente è stata ripulita visto che qualche giorno fa si era trasformata in un bidone per bottiglie e lattine. Nelle ultime settimane, inoltre, è stata danneggiata anche la parte sommitale della struttura, aggravando ulteriormente il senso di abbandono di un'opera che, pur non essendo tra le più conosciute del patrimonio artistico rodigino, continua a rappresentare un punto di riferimento per molti cittadini.Piazza Merlin Spenta anche la fontana di piazza Merlin, uno dei simboli del centro storico. Dopo la riqualificazione del giardino, conclusa nell'agosto del 2023, era tornata a zampillare, restituendo valore a uno degli scorci più rappresentativi della città. Oggi, invece, la vasca, in questo caso ben pulita, è nuovamente priva d'acqua. La stessa sorte è toccata alla fontana di piazza della Riconoscenza, davanti alla stazione ferroviaria. Un caso che colpisce ancora di più se si considera che il monumento era stato recentemente restaurato grazie all'intervento della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Anche qui l'impianto è fermo. Ferma anche la fontana secondaria dei giardini Marconi, così come quella collocata accanto a Palazzo Angeli, lungo corso del Popolo. Quella che chi ha più di 30 anni, ricorda ancora come vasca che ospitava pure i pesci rossi. L'unica eccezione è rappresentata dalla fontana di piazza XX Settembre, fuori però dal circuito delle “storiche”, realizzata durante la riqualificazione della piazza davanti alla Rotonda una quindicina d’anni fa. I nove getti d'acqua a raso continuano infatti a funzionare regolarmente.Il convegno Nel corso del convegno dello scorso anno, tecnici e studiosi avevano evidenziato come le fontane cittadine rappresentino un patrimonio storico e artistico da conservare, ricordando che molti interventi eseguiti in passato avevano finito per comprometterne ulteriormente lo stato di conservazione. Da qui la scelta di procedere con studi specifici sui materiali e sulle tecniche costruttive prima di avviare qualsiasi restauro. A distanza di oltre un anno da quell'appuntamento, però, la situazione sul campo resta sostanzialmente immutata. In attesa che il piano annunciato entri nella sua fase operativa, le fontane storiche continuano a presentarsi spente, vuote o invase dal degrado, restituendo un'immagine che contrasta con l'obiettivo di riportarle progressivamente all'antico splendore.









