TREVISO - Le cimici dell’olmo hanno invaso parte del quartiere di Santa Bona. È anche questo uno degli effetti dell’ondata di calore anomalo che sta stritolando la Marca. Si tratta di un insetto lungo poco meno di un centimetro. Generalmente di colore bruno, con dei segni rossi. Non è nocivo per le persone o per gli animali domestici. Ma la sua diffusione massiccia sta causando una serie di disagi a Santa Bona. Le cimici in questione, infatti, si moltiplicano a dismisura, infilandosi in tutti gli anfratti. A partire dalle stanze delle case. Negli ultimi giorni le segnalazioni si sono moltiplicate. Il nodo è stato sollevato anche da Giuseppe Basso, ex assessore, oggi capogruppo della lista Conte, nell’ultimo consiglio comunale. Ca’ Sugana conosce il problema. È in contatto con l’Usl della Marca per valutare eventuali interventi di disinfestazione in emergenza. Ma ad oggi non sono ancora possibili.

LE CONTROMISURE «Il settore Ambiente sta seguendo la questione in coordinamento con l’azienda sanitaria - spiega il vicesindaco Alessandro Manera, assessore all’ambiente - non c’è un intervento diretto per reprimere questo parassita, non essendo considerato pericoloso, per quanto fastidioso, bisogna dire al verità». «Intacca un albero autoctono. Quindi a maggior ragione è difficile intervenire - continua - stiamo lavorando con l’Usl perché in caso di situazione emergenziale, se diventa infestante, è possibile effettuare una profilassi particolare. Fino a quando l’azienda sanitaria non dichiara questa pericolosità, per norma il Comune non può intervenire. Ma stiamo monitorando il tutto e stiamo spingendo in questa direzione». Il municipio ha anche verificato la possibilità di inserire un anti-parassita, come già fatto per gli alberi di Città Giardino. «Ma sostanzialmente non esiste un contender alla cimice dell’olmo», allarga le braccia Manera.