«La Russia ha tutto l’interesse a mantenere visibilità sul supporto straniero all’Ucraina durante il conflitto». Secondo Jordan Jones, principal analyst del Google Threat Intelligence Group, è questa una delle chiavi per leggere l’ultima attività attribuita a Turla, uno dei gruppi cyber russi più longevi e sofisticati, ritenuto diretta emanazione dell’agenzia di intelligence federale Fsb, emersa attraverso l’analisi di una nuova backdoor denominata Stockstay. Il report descrive una campagna di raccolta informazioni che si inserisce nel più ampio confronto informativo legato alla guerra in Ucraina. L’obiettivo, secondo gli analisti, non sembra essere il sabotaggio, ma l’acquisizione di informazioni strategiche su ambienti diplomatici e politici occidentali, con particolare attenzione a soggetti e organizzazioni che possono offrire visibilità sulle dinamiche internazionali.

Tra gli elementi più rilevanti per l’Italia c’è l’osservazione di contenuti esca collegati a un’elezione tenutasi all’interno del Circolo degli Esteri. Jones spiega a Strategikon/Linkiesta che il gruppo «non ha visibilità diretta sul bersaglio previsto o sull’esito dell’operazione», ma il tema scelto come esca suggerisce che la potenziale vittima avesse un interesse per il risultato di quell’appuntamento. Gli analisti, tuttavia, non ritengono che l’elezione in sé fosse il vero obiettivo dell’operazione. Il valore dell’episodio sta piuttosto nella capacità del contenuto utilizzato di attirare l’attenzione di persone coinvolte o interessate agli ambienti della politica estera. Nella stessa campagna, spiega Jones, sono stati rilevati anche sospetti attacchi contro piattaforme di formazione diplomatica, un ulteriore elemento che indica un interesse verso il mondo delle relazioni internazionali, sebbene non esclusivamente italiano.