Milano – Atm gli ha inviato la lettera di licenziamento il 27 marzo scorso, lasciandogli dieci giorni di tempo per presentare una memoria difensiva. Il caso che lo aveva visto protagonista, del resto, aveva fatto parecchio discutere: quattro giorni prima di ricevere quella lettera, alla stazione Cadorna della Metropolitana 2, Ilario Esposito, vigilante di 52 anni in forza all’Azienda del trasporto pubblico locale di Milano, aveva infatti estratto dalla fondina la pistola di servizio dopo essere intervenuto in soccorso di alcune ragazze a suo dire molestate da un gruppo di ragazzi.

Secondo Atm, però, non sussistevano i presupposti della legittima difesa. Estraendo l’arma, il vigilantes avrebbe violato i protocolli operativi che scandiscono l’esercizio del ruolo. Una versione mai condivisa da Esposito, che ha sempre assicurato di aver fatto il proprio dovere e di essersi attenuto alle procedure. Ora la svolta. Esposito e il suo avvocato, quei dieci giorni li hanno utilizzati per preparare una prima memoria, che però non ha convinto Atm, che, al contrario, ha confermato la volontà di procedere con il licenziamento.

Da qui il ricorso di Esposito al Consiglio di disciplina aziendale, presieduto da un legale rappresentante del Comune, che, come noto, controlla Atm. Il Consiglio si è pronunciato lunedì, due giorni fa, e si è pronunciato per un ridimensionamento della sanzione: 15 giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Nessun licenziamento, al termine dei 15 giorni, Esposito potrà tornare in servizio.