<p>Il Sud Italia in accelerazione sull'AgriFoodTech.
StartupItalia e PwC hanno presentato la prima mappatura completa dell'ecosistema agro-tecnologico del Mezzogiorno, con tanto di riflessione sul futuro del comparto e sulla valorizzazione possibile di competenze agricole, ricerca, biodiversità, industria alimentare e nuove tecnologie.
Obiettivo è trasformare queste possibili risorse in un ecosistema dell'innovazione più riconoscibile, ma anche più connesso e competitivo in un mercato globale in rapidissimo cambiamento.</p><p> </p><p>Lo studio</p><p>Il report, realizzato da PwC e StartupItalia, parte di Pull the Rabbit, fotografa e analizza lo stato dell'innovazione nel vastissimo sistema agroalimentare meridionale, studiandone le prospettive di sviluppo.
Un comparto certamente solido, ma purtroppo con un livello di innovazione limitato e assai disomogeneo.</p><p>Ma guardiamo alcuni numeri disponibili.
L'agroalimentare italiano è un asset strategico vitale, con oltre 1,13 milioni di aziende agricole attive e un valore aggiunto totale di 88,9 miliardi di euro nel 2025 (stiamo parlando del 15% circa del pil nazionale se si valuta la filiera estesa), ma lo scenario in cui operare è oggi molto complesso: il cambiamento climatico in corso va a minare rese e risorse e la sostenibilità diviene una vera e propria condizione di competitività, con le varie filiere che devono necessariamente essere tracciabili, efficienti e pure resilienti.</p><p> </p><p>Una trasformazione chiave</p><p>A ben vedere, l'AgriFoodTech rappresenta una trasformazione chiave dell'economia italiana, andando a integrare tecnologia, dati e nuovi modelli produttivi in un comparto ancora comunque assai tradizionale, fortemente connesso ai territori, alle filiere e alla qualità.</p><p>Quanto alle regioni, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia contano più o meno il 44% delle imprese agricole italiane totali e contribuiscono, con agroalimentare e agroindustria, per 17,3 miliardi di euro di valore aggiunto.







