Forlì, 1 luglio 2026 – Un’incertezza, un passo falso, e poi il volo giù per il pendio, fino al fondo del canalone. Poi l’attesa, lunghissima, oltre 36 ore. Fino all’arrivo provvidenziale dei soccorsi, intorno alle 22 di lunedì. Il ritrovamento di fra’ Franco Musocchi, in condizioni che i soccorritori hanno subito definito “discrete” ha decisamente del miracoloso. Lo conferma fra’ Enrico Salardi, francescano di stanza all’eremo di Pietrapazza, che ha seguito le ricerche del confratello sin dalle prime ore. “Franco non appartiene alla comunità fissa – racconta –, ma era con noi da qualche giorno. Si sarebbe dovuto trattenere in ritiro per un paio di settimane e, siccome aveva manifestato la volontà di fare qualche passeggiata, gli avevo consigliato alcuni sentieri”.
Le richerche sono andate avanti per ore
Fra’ Enrico quelle zone le conosce bene, per questo si è subito unito ai soccorritori nella perlustrazione: “Li avevo subito accompagnati in quel punto, perché mi sembrava plausibile che fosse scivolato lì, ma in un primo momento sembrava non ci fosse nessuno”. Così le ricerche sono andate avanti per ore, ore e ore. “La tensione era tanta – racconta fra’ Enrico –. Continuavamo a oscillare tra speranza e dubbio, e quest’ultimo andava a crescere con il trascorrere del tempo”. Padre Enrico Salardi dei Fratelli di San Francesco: è eremita a Pietrapazza e ‘generale’ dell’ordine







