Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiGianfranco Rotondi sull’Huffington Post cita un sondaggio di Youtrend per SkyTg24 per affermare che è inutile contendere i voti a Vannacci; perciò, ha consigliato a Giorgia Meloni di unire, senza farsi tante remore, quel 65 per cento degli italiani che non è di sinistra.

L’indagine è rivolta a un considerevole numero di elettori cui è stato chiesto per chi voterebbero se ci fossero ancora i partiti della Prima Repubblica. Una bella idea per valutare l’orientamento culturale politico. Ebbene, il 25 cento voterebbe per il Pci; il 20 per cento per la Dc, il 14 per cento per il Msi, il 12 per cento per il Psi, il 9 per cento per il Pli, il 6 per cento per i Radicali, mentre il 6 per cento per il Pri, il 4 per cento per il Psdi e il 3 per cento per Democrazia proletaria. Questa è l’inusuale geografia politica d’antan, di elettori spesso costretti ad incasellarsi sotto sigle che magari non sentono come proprie. Rotondi ottiene il 65 per cento sommando le vecchie forze centriste di governo al Msi e consiglia alla Meloni di tenere questi dati sul comodino come fossero la Bibbia. Tuttavia, secondo lo stesso principio dei numeri, si potrebbe dire che il Pentapartito non è morto, nel senso che c’è una maggioranza secca (il 51 per cento!) costituita da democristiani, socialisti, liberali, socialdemocratici e repubblicani che potrebbe aspirare al governo del Paese. Tagliando l’ala destra e battendo la sinistra unita.