Quando i soccorritori sono arrivati il corpo era a terra, inzuppato d’acqua, nel giardino tra le aiuole e la piscina di una villetta al confine tra i comuni di Quarto e Marano. Per Salvatore Russo, operaio di 54 anni di San Vitaliano, non c’è stato nulla da fare: inutili sono stati i tentativi di rianimazione messi in atto dal personale del 118 giunto sul posto con un’ambulanza e un’automedica. Russo sarebbe rimasto folgorato dopo aver calpestato un cavo dell’energia elettrica mentre lavorava all’interno del giardino di una villa in un complesso residenziale che sorge al civico numero uno di via Casalanno. Fatale sarebbe stata una doccia, o meglio una “sciacquata”, che avrebbe fatto per trovare un po’ di refrigerio nella torrida mattinata di ieri. Questa la ricostruzione dei fatti fornita ai carabinieri dal proprietario dell’immobile, un 50enne di Quarto che avrebbe commissionato i lavori. È stato proprio lui a dare l’allarme e a chiedere aiuto al 118, nonché l’unica persona presente nella villa quando sono arrivati i sanitari.
Le indagini Le indagini su quella che si configura essere l’ennesima morte sul lavoro sono condotte dai carabinieri della Tenenza di Quarto che hanno sottoposto a sequestro l’intera parte esterna della villetta. Sul posto sono intervenuti anche i militari del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro) e il personale dell’ASL Napoli 2 Nord per quanto concerne la sicurezza sul lavoro. Diversi sono i dubbi da chiarire, derivanti dalla ricostruzione dei fatti fornita dal proprietario della villa. Su tutti la reale presenza ieri mattina di un unico operaio che, a detta dell’uomo, sarebbe stato chiamato ad effettuare dei lavori di manutenzione nel giardino di casa sua.Procida, barca in fiamme al largo della Corricella: colonna di fumo neroSecondo il proprietario Russo avrebbe, inavvertitamente, toccato il cavo della corrente elettrica lasciato scoperto dopo essersi bagnato con l’acqua. Testimonianza al vaglio dai carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per il momento a carico di ignoti. Gli inquirenti nelle ore successive alla tragedia hanno sentito oltre al 50enne proprietario della villetta anche i vicini e i familiari della vittima. A fare chiarezza sarà ora l’autopsia disposta dal pubblico ministero di turno che servirà a fare luce su tempi e modalità che hanno portato al decesso. La salma è stata sequestrata e trasferita nella tarda mattinata di ieri presso il centro di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli. I dubbi Tanti gli interrogativi a cui si vogliono dare delle risposte: cosa realmente stava facendo Salvatore Russo all’interno della villetta? Era veramente l’unico operaio presente al momento dell’incidente? Chi ha lasciato quel cavo scoperto? Erano state adottate tutte le misure di sicurezza? Interrogativi che si pongono anche i familiari, da ieri sotto shock. Operaio che si cimentava in diversi lavoretti per andare avanti, Salvatore Russo dopo la separazione con la moglie con la quale aveva avuto una figlia oggi 22enne, viveva nel napoletano, a San Vitaliano. La notizia della sua morte ha scosso un’intera comunità, dove era conosciuto come un gran lavoratore «Ciao zio, non ci posso credere, proprio a te doveva accadere una cosa del genere», è il saluto che la nipote Assunta ha voluto rivolgergli. Tensione nel pomeriggio nei pressi dell’abitazione dove i residenti si sono scagliati contro giornalisti e fotografi giunti davanti all’ingresso del complesso residenziale dove sorge la villetta. La situazione è tornata alla normalità solo grazie all’intervento dei carabinieri che hanno identificato i facinorosi. «Esprimo alla famiglia il cordoglio a nome dell’intera comunità e dell’amministrazione comunale di Quarto per la morte di Salvatore Russo. Tragedie come questa scuotono le coscienze nel profondo. Siamo vicini alla famiglia per il grave lutto che l’ha colpita», ha detto il sindaco di Quarto Antonio Sabino che ha espresso la propria vicinanza ai familiari.









