In Francia, nonostante l’opposizione reiterata dei senatori e di tante voci della società civile, si avvicina ancor più all’approvazione parlamentare finale la controversa bozza di legge sul fine vita, voluta dal governo per autorizzare in modo inedito il «far morire», sotto la nuova dizione di «aiuto a morire».Ieri, mostrandosi ancora una volta incuranti delle obiezioni della Camera alta, i deputati hanno rilanciato la carica, approvando il testo per la terza volta. Non si tratta del voto finale, previsto il 15 luglio. Ma a questo punto, dato il primato di cui la Camera bassa gode rispetto ai senatori, il governo considera vicino il proprio obiettivo, avversato negli ultimi anni anche da numerose associazioni professionali del mondo ospedaliero e da un vasto fronte di associazioni. Nelle ultime ore, con un intervento sul Figaro, ha ribadito la propria ferma opposizione pure la Società francese di accompagnamento e di cure palliative.Lunedì, la Conferenza episcopale francese aveva lanciato un nuovo avvertimento: «Da questa scelta dipenderà, per una parte significativa, il modello futuro della nostra società».Si tratta di una delle promesse del presidente Emmanuel Macron, che ha cercato di promuovere il testo in ogni modo, nonostante il capo dell’Eliseo resti privo della maggioranza assoluta all’Assemblea Nazionale.Ma ieri, ancora una volta, la bozza ha raccolto voti confluiti da settori diversi dell’emiciclo. A cominciare dalla sinistra, tanto socialista, quanto radicale anticapitalista, che già in passato aveva a sua volta sostenuto la necessità di una “breccia”. In aula, il tabellone finale ha mostrato 295 voti a favore, a fronte di 232 contrari. I due voti precedenti dei deputati avevano dato responsi simili, tanto nel maggio 2025, con 305 voti a favore e 199 contrari, quanto lo scorso febbraio, con 299 sì e 226 no.La bozza approvata ieri prevede che l’«aiuto per morire» assuma la forma del suicidio assistito. Il concorso di personale ospedaliero per amministrare una dose letale è contemplato solo in via eccezionale.Il Senato, dominato da una maggioranza di centrodestra, sarà ancora una volta chiamato ad esprimersi, con una probabile conferma del proprio rifiuto. Ma lo scenario più probabile pare ormai quello di un fossato divenuto incolmabile fra le due camere, dopo i precedenti tentativi di dialogo e compromesso già sfumati. L’esecutivo può dunque assumere un ruolo decisivo, “forzando” di fatto un’approvazione attraverso il nuovo voto del 15 luglio all’Assemblea.
“Aiuto a morire”, la Francia tira dritto
Terzo sì dell’Assemblea nazionale al disegno di legge (sul quale si è impegnato Macron) che apre all’eutanasia e al suicidio assistito. Il Senato ha già respinto due volte il testo, ma il 15 luglio potrebbe dover capitolare













