Pubblicato il: 30/06/2026 – 19:33

LAMEZIA TERME «Il Pd non è autosufficiente, ma senza il Pd il centrosinistra non esiste». Tra i temi che hanno caratterizzato i lavori dell’ultima direzione regionale del Pd Calabria, a tenere banco è stato anche quello dell’alleanza progressista e della costruzione di quello che giornalisticamente e politicamente, forse con un’iperbole non proprio azzeccata, viene definito il campo largo. Secondo quanto si è appreso da fonti qualificate, nel “parlamentino” dem sono stati diversi gli interventi che hanno battuto sul tasto della necessità di rafforzare il perimetro della coalizione e anche di ampliarne gli spazi con il coinvolgimento di quei settori, anche civici, che gravitano nell’orbita progressista. Ma a questa riflessione si sarebbe accompagnata anche la sottolineatura di un dato: il Pd, alla fine, anche e soprattutto in Calabria, è costretto quasi a “cantare e portare la croce“, con alleati che invece – per motivi disparati e diversi – faticano a radicarsi. È questo, in realtà, il vero vulnus che sembra rappresentare il limite, al momento invalicabile, per il centrosinistra nel suo percorso di costruzione dell’alternativa al centrodestra. Del resto, lo dicono anche i dati elettorali, quelli che contrappuntano le ultime sconfitte della coalizione alle Amministrative, soprattutto di Reggio Calabria (dove c’era un’amministrazione uscente a guida Pd) e Crotone, per non parlare di altre realtà nelle quali il centrosinistra ha perso pur avendo un pronostico diverso, come Castrovillari.