HomeMondialiIl Mondiale secondo la Corea del NordSegnali rubati ai satelliti, partite tagliate, nemici cancellati dallo schermo: a Pyongyang il Mondiale 2026 lo racconta solo Kim, e a modo suoKim Jong-un, leader supremo della Corea del Nord dal 2012 (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciMilano, 30 giugno 2026 - A Pyongyang il calcio arriva sempre in ritardo, e non per colpa del fuso orario. Mentre negli stadi di Stati Uniti, Messico e Canada si gioca la versione reale del Mondiale 2026, in Corea del Nord ne va in onda una parallela, costruita a tavolino dalla censura di Stato. Stesse partite, stessi gol, ma raccontati con tempi e tagli diversi, fino a diventare quasi un altro torneo.

Partite in differita, per poterle modificare

La Corea del Nord non si è qualificata e non ha comprato i diritti tv, eppure la Korean Central Television (KCTV) trasmette gli incontri con regolarità. Il meccanismo, secondo quanto ricostruito da diverse testate, è semplice quanto spudorato: i tecnici nordcoreani intercettano i segnali dei satelliti stranieri, spesso cinesi o sudcoreani, e li dirottano sulla rete di Stato senza alcuna autorizzazione. Un furto vero e proprio, ma che nessuno può sanzionare: il regime di Kim Jong-un non riconosce la giurisdizione dei tribunali internazionali e, soprattutto, non potrebbe comunque acquistare i diritti neppure volendo, dato che le sanzioni dell'ONU per il programma nucleare e missilistico tengono il paese fuori dal sistema finanziario globale. Il dettaglio più curioso riguarda i tempi. Le partite non vanno mai in diretta: passano ore, talvolta giorni, prima che arrivino sugli schermi nordcoreani. Quel ritardo non è un problema tecnico ma una necessità politica: serve ai censori per rivedere ogni fotogramma e decidere cosa il popolo può vedere e cosa no. Bandiere sgradite vengono tagliate, loghi delle emittenti estere sfocati, pubblicità a bordo campo eliminate, telecronaca originale sostituita da quella in studio. E se la squadra "nemica" per eccellenza, la Corea del Sud, dovesse ottenere un risultato clamoroso, la sua partita rischia di non andare in onda affatto, o di essere ridotta a pochi minuti scelti con cura.