Dirsi addio non è mai facile, in alcuni casi persino doloroso: l'Inter saluta quattro dei suoi giocatori più rappresentativi e resilienti, dedicando loro parole di affetto, stima e riconoscenza. Sono stati colonne, ispiratori, leader, protagonisti: Yann Sommer, Matteo Darmian, Francesco Acerbi e Stefan De Vrij. In scadenza di contratto, le strade dei quattro senatori si separano da quelle del club nerazzurro in cerca di un nuovo inizio e di altrettanto nuovi personaggi da far entrare nell'immaginario collettivo. Sfumato Palestra, l'Inter si guarda attorno ma non senza aver onorato i suoi 'vecchi' leoni.

"Quello tra Acerbi e l'Inter - scrive il club - è stato un patto di fede. Qualcosa di puro e primitivo, come la preghiera del difensore prima del fischio d'inizio di ogni partita, quando si concede un momento per sé: braccia e sguardo verso l'alto, prima di rivolgere tutta la sua concentrazione sul campo. Ne ha viste tante, Acerbi, prima di arrivare a Milano nell'estate del 2022, e tante ne ha superate: è arrivato a indossare la maglia nerazzurra portando con sé un bagaglio di esperienza invidiabile, ma con ancora quella fame di chi vuole scrivere le pagine più belle della sua carriera, di chi vuole tramutare in leggendario un percorso di altissimo livello. Ci ha messo poco, Acerbi, a prendersi il centro della difesa dell'Inter e conquistare la fiducia del popolo nerazzurro, a sigillare questo patto di fede: abbiamo imparato a capire che, con lui in campo, la punta avversaria avrebbe sofferto per novanta minuti. Abbiamo imparato a fidarci di lui, della sua capacità di vincere i duelli contro i migliori attaccanti in Serie A e in Champions League. Avremmo scoperto poi che la sua fede l'avrebbe spinto molto più in là, in zone di campo che propriamente non calpesta se non nei momenti giusti, nei momenti decisivi". Parole sentite che rendono giustizia al campione trentottenne ma anche agli tre il club manda un ringraziamento non banale. Adesso si riparte magari alla ricerca di quella linea verde che potrebbe segnare un ricambio generazionale senza dimenticare chi ha reso grande e vincente l'Inter degli ultimi anni.