La Corte Suprema americana ha mantenuto il divieto deciso da Donald Trump per gli atleti trans di gareggiare nelle squadre femminili di scuole e università. Il massimo tribunale americano ha confermato le leggi statali che vietano agli atleti transgender di partecipare alle competizioni sportive scolastiche e universitarie femminili, segnando un’importante vittoria per l’amministrazione Trump. La decisione consente all’Idaho, alla West Virginia e a oltre venti altri Stati a guida repubblicana di applicare misure che impongono agli studenti di gareggiare nelle squadre delle scuole pubbliche e delle università in base al sesso di nascita, anziché alla propria identità di genere.
Una decisione che Donald Trump ha accolto con grande felicità, considerando che di fatto la scelta della Corte Suprema ha appoggiato la sua politica parecchio discussa contro gli atleti transgender negli sport femminili. “Grande vittoria: la Corte Suprema ha appena stabilito che gli uomini non possono gareggiare negli sport femminili”, ha scritto il presidente su Truth. “Questo mette fine ad una situazione assurda!!!”, ha aggiunto.
Nel 2025, infatti, Trump aveva firmato un ordine esecutivo contro le ragazze e le donne transgender nello sport. Il provvedimento, intitolato “Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili“, imponeva che il Titolo IX, la legge federale che vieta la discriminazione sessuale nelle scuole, venisse interpretato come un divieto di partecipazione delle ragazze e delle donne transgender agli sport femminili. In altre parole, non potranno competere in squadre sportive che corrispondono alla loro identità di genere.











