<p>Una raccolta stabile, un disavanzo ridotto e oltre 103 milioni di euro destinati a Gaza dall’inizio del conflitto.
Si presenta così il primo bilancio dell’Obolo di San Pietro sotto il <strong>pontificato di Leone XIV,</strong> con entrate pari <strong>a 57,6 milioni di euro, </strong>in linea con i <a href="https://www.milanofinanza.it/news/vaticano-le-entrate-dell-obolo-di-san-pietro-crescono-a-58-milioni-di-euro-202506271303107823">58 milioni del 2024</a>, e <strong>le uscite calate a 59,8</strong> <strong>milioni </strong>dai 75,4 milioni dell’anno precedente. </p> <p>È quanto emerge dal Rapporto annuale 2025 pubblicato dalla Santa Sede, il 30 giugno, in base al quale il saldo negativo tra entrate e uscite è attribuito principalmente all’effetto delle oscillazioni dei <strong>tassi di cambio sulle valute estere</strong>. </p> <h2>Oltre 54 milioni erogati tra attività della Santa Sede e progetti umanitari</h2> <p>Nel corso del 2025 il Fondo Obolo, le donazioni al Papa destinate a sostenere la sua missione per la Chiesa universale, ha distribuito complessivamente <strong>54,5 milioni di euro.</strong> La quota principale, pari a 41,2 milioni, è stata destinata al finanziamento delle attività della Santa Sede legate alla <strong>missione apostolica del Pontefice</strong>, mentre 13,3 milioni hanno sostenuto progetti di assistenza diretta e interventi sociali nei Paesi più fragili. </p> <p>L'Obolo contribuisce così al finanziamento parziale delle attività istituzionali della Santa Sede.






