I campioni di Gianni e Alice Di Vita saranno analizzati dal team di esperti in biocontaminazione del Robert Koch Institute. L'ipotesi degli inquirenti: la scoperta potrebbe cambiare la datazione del possibile avvelenamento
Il prelievo di sangue su Gianni e Alice Di Vita per fare luce sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, a Pietracatella. Le nuove analisi sono scattate questa mattina presso l’istituto Maugeri di Pavia. I campioni biologici dei due familiari superstiti non resteranno in Italia, ma verranno spediti d’urgenza a Berlino, dove il team del Centro per i rischi biologici del Robert Koch Institute, guidato dallo scienziato Christian Herzog, cercherà una risposta definitiva: la presenza di anticorpi contro la ricina.
La caccia agli anticorpi
La ricerca degli anticorpi nel sangue di Gianni e Alice Di Vita è un passaggio fondamentale. Finora gli inquirenti si erano concentrati sul pranzo del 23 dicembre, giorno in cui solo la madre 51enne e la figlia 16enne avevano consumato i pasti in casa. Se i laboratori tedeschi dovessero trovare tracce di anticorpi nel sangue dei due sopravvissuti, significherebbe che anche loro sono entrati in contatto con la letale tossina vegetale, spostando inevitabilmente la finestra temporale del delitto.












