Nel 2021 il Kronen Zeitung, il giornale più venduto d’Austria, così la prendeva in giro: “La Corea del Nord si è già congratulata?”. Oggi come allora però Elke Kahr, membro del partito comunista Kpö, si è presa la sua piccola rivincita. Per la seconda volta consecutiva è stata eletta sindaca di Graz, la città più popolosa del Paese dopo Vienna. I suoi 300mila abitanti infatti hanno deciso di rinnovare il mandato della prima cittadina, con il 36% dei voti. I liberalnazionali di estrema destra (Fpö) invece, nonostante governino il land della città, la Stiria, hanno ottenuto il 12,2%. Si tratta comunque di un lieve incremento rispetto all’ultimo risultato, per un partito che sta avanzando senza tregua in Austria: da un sondaggio dell’agenzia di stampa Apa, Fpö è al 37,2% a livello nazionale.
Secondo posto con il 25,35% a Graz per l’Övp (Partito Popolare Austriaco), che prima dell’avvento di Kahr aveva governato la città per anni. Seguono i Verdi con il 17,3%, male i Socialdemocratici fermi al 5,6%: sono loro i due partiti della coalizione con cui la sindaca ha governato finora. La vera vittoria dei comunisti però è stata contro la destra di Fpö e la candidata René Apfelknab: il governatore e presidente regionale del partito, Mario Kunasek, si è dichiarato comunque soddisfatto perché “stiamo guadagnando terreno”, ha dichiarato alla trasmissione televisiva Orf. Un successo reale quello dei libernazionali che però non sembrano fare breccia nel cuore dei cittadini di Graz: dopo la vittoria domenica scorsa, Kahr è arrivata nella sede del suo partito, la Volkshaus, dove è stato intonato “L’Internazionale“.










