La sezione Lavoro dà ragione alla maison di alta moda dopo un'indagine interna con 18 contestazioni. Tra le accuse delle dipendenti: vibratori mostrati nei reparti, insulti religiosi e body shaming: «Ci diceva "sei ingrassata"»
Frasi come «ragazze è l’ora del sesso» pronunciate simulando il suono di una campanella, o attacchi frontali sul corpo delle dipendenti come «tu mangi in continuazione», «sei ingrassata» e «spostati quella è la fila di chi ha le poppe e tu non le hai». Era questo il clima quotidiano all’interno dello stabilimento di Balenciaga di Scandicci, costato il licenziamento in tronco a un top manager con uno stipendio da 250mila euro all’anno. Secondo quanto riporta il Corriere Fiorentino, la decisione drastica presa dalla maison di alta moda, è stata ora confermata anche dalla sezione Lavoro del Tribunale di Firenze, che ha respinto il ricorso dell’uomo. Secondo i giudici, a causa delle sue condotte, nei reparti dell’azienda «si è venuto a creare un ambiente di lavoro caratterizzato da mancanza di rispetto, degradante e umiliante per le lavoratrici».
Le segnalazioni anonime
La folgorante carriera del manager all’interno del gruppo Balenciaga era iniziata nel 2015. Grazie a una serie di promozioni, l’uomo era arrivato a ricoprire ruoli di vertice e di grande prestigio. La svolta è arrivata nel 2023, quando la direzione gli ha notificato l’avvio di un procedimento disciplinare. Tutto era partito da un test ispettivo interno all’azienda, programmato dopo la ricezione di alcune segnalazioni anonime. Nel questionario, le dipendenti del settore che si interfacciavano quotidianamente con il manager avevano assegnato un punteggio bassissimo alla voce «discriminazioni». Poco dopo, durante un’apposita riunione di verifica, «le dipendenti del team appaiono a disagio» e restie a spiegare alla società i motivi di quel voto.








