Tra memoria, cronaca nera e identità
Roma, 30 giu. – Memoria, cronaca nera e identità non sono soltanto i tre assi su cui si muove Il collezionista di ebrei, ma anche le coordinate entro cui si è sviluppata, a Roma, la presentazione del nuovo romanzo di Michele M. Concezzi. Nella Sala Einaudi della sede di Confedilizia, il libro edito da Historica si è imposto fin da subito non come un semplice thriller storico, ma come un racconto capace di attraversare ferite ancora aperte della città: quelle della comunità ebraica romana, della violenza antisemita e di una memoria pubblica che troppo spesso arriva in ritardo.
Il punto di partenza è narrativamente potente e storicamente delicato. La protagonista, Ester, è una cronista di nera ebrea romana che si muove tra il presente dell’indagine e il peso di due traumi fondativi, l’attentato alla Sinagoga del 1982 e quello all’aeroporto di Fiumicino del 1985, mentre sullo sfondo riemerge il caso del cosiddetto “collezionista di ossa della Magliana”, enigma criminale reale a cui il romanzo si ispira apertamente. La materia del noir, in questa costruzione, non serve tanto a spettacolarizzare il male quanto a inseguire i vuoti lasciati dalla storia e dalle sue omissioni.






