La prevenzione delle malattie cardiovascolari è una priorità per l’Europa. Lo è per i cittadini, per i sistemi sanitari nazionali, per le famiglie e per la qualità della vita delle nostre comunità. Proprio per questo, però, va affrontata con serietà, equilibrio e rispetto della realtà, evitando di trasformare un obiettivo condiviso in una battaglia ideologica.

Il voto in Commissione SANT del Parlamento europeo sulla strategia per la salute cardiovascolare ha rappresentato un passaggio importante. Come relatore ombra per il gruppo ECR, ho lavorato affinché il testo fosse ricondotto a un’impostazione più pragmatica, proporzionata e fondata sulle evidenze scientifiche.

La salute si tutela con prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle cure, ricerca e corretta informazione. Non con divieti generalizzati, nuove tasse o imposizioni calate dall’alto sulle scelte quotidiane dei cittadini.

Un punto qualificante riguarda l’alcol. È stata affermata una distinzione di buon senso tra consumo responsabile e consumo nocivo. Parlare di consumo dannoso di alcol significa concentrare l’azione pubblica sugli abusi e sui comportamenti realmente a rischio, senza mettere sullo stesso piano moderazione e abuso, né penalizzare indistintamente il vino e le filiere di qualità che rappresentano una parte importante dell’identità italiana.