Suzuki ha scelto Ponza per presentare la gamma Suzukino 2026, la sua linea di tender pensata per yacht e superyacht. La scelta della località non è stata casuale e si è rivelata particolarmente azzeccata: l'isola pontina è piccola e frastagliata, e custodisce un susseguirsi di calette che si raggiungono soltanto dal mare. È esattamente il contesto in cui un tender mostra la propria ragione d'essere, come mezzo quotidiano per le escursioni sotto costa e i trasferimenti verso il porto. Nei giorni della presentazione l'intero perimetro dell'isola è stato percorso con tutte le imbarcazioni disponibili, compreso il più piccolo dei battelli, spinto da appena sei cavalli.

La nuova gamma si articola in otto modelli ripartiti in due famiglie, distinte dal modo in cui il battello viene stivato a bordo. I modelli a poppa abbattibile sono progettati per il ricovero nel garage dello yacht; quelli a poppa tradizionale sono destinati al trasporto in coperta o al traino. Sul primo filone Suzuki introduce il sistema Geniuss, azienda italiana che produce i tender, coperto da brevetto internazionale: un supporto scorrevole e basculante consente al fuoribordo, una volta sollevato in posizione di tilt, di ribaltarsi e rientrare all'interno della sagoma dello scafo. L'ingombro esterno del motore viene così azzerato, con tre conseguenze pratiche per l'armatore: si sfrutta interamente lo spazio del garage, e dunque si può imbarcare un tender di dimensioni maggiori a parità di volume disponibile, si riducono i tempi di varo e recupero e non è più necessario smontare il propulsore a ogni rimessaggio. Per questa famiglia è inoltre disponibile una versione a movimentazione idraulica.