Il Pian Grande di Castelluccio di Norcia, l’altopiano sul confine tra l’Umbria e le Marche, quest’anno è più rosso del solito. La varietà dei colori ha reso rendere la fioritura estiva dell’altopiano famosa in Italia e nel mondo: il rosso dei papaveri, il giallo della senape, il verde del grano, il blu del fiordaliso, il viola della lupinella, il bianco dei fiori delle lenticchie, che sfuma verso il celeste. Ma il clima quest’anno ha prodotto un risultato diverso.
Sono stati in larga parte i papaveri a resistere alla siccità e alle alte temperature degli scorsi mesi. Come ha raccontato all’ANSA l’assessore comunale di Norcia, Gianni Coccia: «Probabilmente questo è l’anno più siccitoso che io ricordi. I fiori si sono praticamente bruciati». Già lo scorso anno comunque il clima aveva reso meno colorato l’altopiano.
Pian Grande di Castelluccio di Norcia il 4 luglio 2020 (ANSA/Gianluigi Basilietti)
Le ondate di calore e la siccità possono fare danni irreversibili ai fiori, come ha mostrato una ricerca del 2023, e molto più rapidamente che al resto della pianta. Tutte le piante assorbono acqua dal terreno e la riemettono sotto forma di vapore acqueo con la traspirazione. Le foglie traspirano la maggior parte del vapore, secondo processi che vengono regolati da quanta acqua è stata assorbita: se ce n’è molta traspirano di più, nei momenti di siccità di meno. I fiori traspirano meno delle foglie, ma sempre allo stesso modo: in condizioni estreme, in cui hanno meno acqua immagazzinata, la traspirazione li porta a “bruciare”.










