Avere il cognome nel titolo di un programma tv significa che in qualche modo lo personalizzi e che sei abbastanza popolare da poterti permettere una cosa del genere.

Stefano Nazzi è uno di questi, anche se, non ce ne voglia il diretto interessato, ma forse al grande pubblico non è poi così conosciuto.

Piuttosto è vero che il suo stile è inconfondibile e si distingue nella narrazione di alcuni dei delitti più sconvolgenti della storia italiana per l’attenzione al contesto e alla complessità della vicenda.

In questi giorni è su Sky Crime, Sky Documentaries e in streaming su Now con due episodi di mezz’ora ciascuno, in onda ieri e stasera, del suo Nazzi racconta in cui ripercorre il caso di Federico Aldrovandi, un ragazzo di 18 anni morto a Ferrara durante un controllo di polizia nella notte del 25 settembre 2005.

Un tragico episodio che ha generato versioni contrastanti, battaglie giudiziarie e la tenace lotta della famiglia, accendendo un dibattito profondo su verità, responsabilità e giustizia.