Dopo il debutto mondiale sotto i riflettori del Festival di Cannes a maggio, la scorsa settimana abbiamo finalmente messo le mani sulla nuova DJI Osmo Pocket 4P, portandola sul campo per un test approfondito a Malta.

Questa volta, per�, la lettera�"P" inserita nel nome non � una semplice scelta di marketing: preannuncia una vera e propria svolta professionale. Per capire se le promesse altisonanti della vigilia corrispondessero alla realt�, abbiamo messo il nuovo gioiello di DJI nello zaino e siamo volati a Malta, una terra dove la luce dura e i contrasti netti rappresentano il banco di prova ideale per qualsiasi sensore fotografico.

I numeri della svolta: 17 stop di gamma dinamica

Inutile girarci intorno, la caratteristica tecnica che ha fatto saltare sulla sedia appassionati e addetti ai lavori � il dato sulla gamma dinamica. DJI dichiara per la Osmo Pocket 4P�ben 17 stop di gamma dinamica. Si tratta di un valore incredibile, solitamente riservato a camere cinematografiche di fascia altissima.

Come sia stato possibile raggiungere un simile traguardo in un corpo cos� compatto � legato a una profonda riprogettazione del comparto ottico e del sensore. Sebbene le dimensioni rimangano ottimizzate per l'uso a mano libera, DJI ha implementato un sistema di conversione del guadagno a triplo stadio nativo. Questo permette di campionare simultaneamente le alte luci e le ombre pi� profonde senza introdurre il classico rumore digitale che affliggeva i modelli precedenti nelle situazioni pi� critiche. Il balzo in avanti rispetto alla gi� ottima Pocket 3 � evidente fin dai primi flussi di lavoro in post-produzione.