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Salvatore Riggio

Orlando Gill 4 anni fa ha dovuto vendere vestiti e maglie per curare il figlio malato, ieri ha parato due rigori alla Germania portando il Paraguay agli ottavi: la leggenda Chilavert lo aveva definito «un muto» perché poco carismatico

Ci sono prestazioni che possono impreziosire una carriera. Per Orlando Gill, 26enne portiere paraguaiano di 199 centimetri, la svolta calcistica si è concretizzata in un pomeriggio a Boston, dove le sue parate hanno fermato la Germania e qualificato il Paraguay agli ottavi della Coppa del Mondo. Si tratta del miglior risultato per l'Albirroja dai tempi dei quarti di finale di Sudafrica 2010, un traguardo significativo arrivato dopo aver mancato la qualificazione nelle ultime tre edizioni del torneo. Eppure, dietro i riflessi che hanno bloccato dal dischetto Havertz e Woltemade, si nasconde la storia personale di un uomo che quattro anni fa si è visto costretto a vendere ciò che possedeva pur di mantenere la propria famiglia.

Quando suo figlio Lautaro Daniel nacque con problemi di salute, le spese per le cure ospedaliere, le bollette e la benzina divennero insostenibili per un giovane che allora giocava nelle giovanili del Club Sportivo San Lorenzo, la squadra della sua città natale. Per far fronte alle necessità, Gill iniziò a vendere i propri indumenti, le scarpe, le magliette del club e persino la casacca indossata nel Campionato Sudamericano Under 20 del 2019, con cui aveva realizzato il sogno di rappresentare la propria nazione.