L’aveva definita una "miniera d'oro immobiliare" e adesso, a distanza di 10 mesi, parla di tre colonie da autorizzare quanto prima. Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha dichiarato: "Siamo pronti a istituire immediatamente tre insediamenti nella fascia settentrionale di Gaza, non appena il primo ministro darà il via libera". Un appello diretto al premier Benjamin Netanyahu che viene così esortato a "dare l'approvazione" al progetto, in modo da "completare la missione di ripristinare la sicurezza per i residenti del sud" di Israele. Secondo quanto riporta il Times of Israel, Smotrich ha sostenuto che l'Idf dovrebbe "controllare più del 70%" del territorio della Striscia su cui attualmente già esercita predominio.Già a fine febbraio il ministro aveva elencato tra gli obiettivi del Partito Sionista Religioso l'annullamento degli Accordi di Oslo e l'emigrazione dei palestinesi dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Appello rinnovato appena un mese fa, nello specifico, per l’annessione della Cisgiordania. "Tutta la terra d'Israele è nostra" aveva dichiarato il ministro, le cui mire negli ultimi mesi si sono allargate fino al Libano dal quale il ministro ha promesso che non ci sarà alcuna ritirata nonostante le trattative in corso tra Stati Uniti e Iran.