Sigfrido Ranucci, come sta?

“Travolto. Aspettavo questo momento dal giorno dell’attentato, non avevo dubbio che arrivasse”.

Si è sentito solo?

“Non per l’attentato. Il pm Carlo Villani mi aveva promesso di prenderli e l’ha fatto. La procura di Roma insieme con il nucleo dei Carabinieri hanno lavorato tantissimo, sono stati straordinari. E pur sempre nel rispetto del segreto istruttorio li ho sentiti sempre al mio fianco. Certo, come leggo l’indagine non è ancora finita”.

Dicono che le modalità siano mafiose. E che ci sono altri livelli. Lei si sarà fatta un’idea?