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Il giorno fatidico è arrivato: da domani a Roma le auto elettriche potranno entrare in Ztl solo dopo aver pagato il nuovo permesso, che costa fino a mille euro a seconda della categoria. È finita l’era della gratuità (tranne per categorie come i residenti, i lavoratori notturni e il «transito scolastico», per cui resta l’accesso gratuito) e comincia quella del balzello dovuto al Comune anche da chi guida le auto più «verdi» di tutte. Tuttavia 48 ore prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, volute dal Campidoglio per ridurre l’affollamento del Centro storico e non solo, la misura sembra partita in sordina. Appena 1.104 i pass a pagamento rilasciati alla data del 28 giugno scorso sui circa 75 mila veicoli elettrici attualmente autorizzati ad accedere gratis in tutte le Ztl capitoline.
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Va detto che è stato possibile richiedere il permesso solo dal 16 giugno e che siamo in piena estate, con tanti romani in ferie che probabilmente attenderanno settembre per dedicarsi alla pratica. È presto quindi per gridare vittoria dalle parti di Palazzo Senatorio: se ci sarà o meno una sensibile riduzione di ingressi in Ztl - che era l’obiettivo annunciato dalla giunta capitolina, a discapito di chi ha investito sull’elettrico contando sulle agevolazioni tariffarie - si capirà in autunno, se non a fine anno. Se andrà diversamente, avrà ragione chi ha criticato la delibera accusando il sindaco, Roberto Gualtieri, e l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, di voler fare cassa abbandonando l’ideologia «green» che ha ispirato, tra gli altri, l’incubo della Ztl Fascia verde. Tra l’altro messa da parte pure quella, sull’onda delle proteste arrivate fin sopra il Campidoglio.







