Cresciuta sui sentieri di montagna, a 13 anni Marta scrive all’Eco di Bergamo per protestare contro un progetto di comprensorio
sciistico. Ora che di anni ne …
Negli ultimi anni la transizione energetica è uscita dagli uffici degli addetti ai lavori per entrare sempre più nella vita quotidiana delle persone. In questo scenario, le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) rappresentano uno degli strumenti su cui l’Europa e l’Italia stanno puntando per accelerare il cambiamento. I numeri raccontano una trasformazione già in corso, anche se ancora lontana dagli obiettivi fissati. Alla fine del 2025, in Italia erano attive 904 Comunità energetiche rinnovabili, con 1.429 impianti connessi, 8.653 utenze coinvolte e quasi 95 megawatt di potenza installata. Una crescita significativa, ma ancora distante dal traguardo dei 5.000 megawatt di nuova potenza rinnovabile fissato per il 2027 dal decreto sulle configurazioni di autoconsumo. La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di Cer attive, ben 145, e anche Bergamo si sta ritagliando un ruolo di primo piano. Nel territorio provinciale sono presenti 10 Comunità energetiche rinnovabili e 15 gruppi di autoconsumo collettivo, con oltre 1 megawatt di potenza installata, distribuiti in 323 comuni. Per numero di Cer attive, Bergamo è il primo capoluogo lombardo, mentre sul territorio restano ancora 18 aree convenzionali in cui potranno nascere nuove comunità. La direzione appare ormai tracciata. Tra le esperienze più significative c’è quella di «CER Sinergia», una comunità energetica che riunisce enti pubblici, cittadini e imprese con l’obiettivo di condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili e restituire al territorio parte dei benefici economici generati. La realtà è ancora in fase di sviluppo, ma i numeri raccontano una crescita costante. I soci fondatori pubblici sono oltre 130, mentre i soci partecipanti, tra consumatori e produttori, sono circa 500. Ma facciamo un passo indietro: che cos’è, concretamente, una Comunità energetica rinnovabile? Lo spiega Lucio Brignoli, funzionario di Cer «Sinergia». «La Cer è lo strumento che permette, per la prima volta, a famiglie e imprese di condividere l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. C’è chi produce, chi consuma e una quota di energia condivisa che genera un incentivo economico distribuito tra i partecipanti. In questo modo si valorizzano al massimo, a livello locale, sia la produzione sia il consumo di energia rinnovabile». Un aspetto che distingue le Cer da altre forme di autoconsumo è proprio la condivisione: l’energia non viene trasportata fisicamente da un edificio all’altro, ma viene contabilizzata attraverso la rete elettrica nazionale, che permette di riconoscere e incentivare l’energia prodotta e consumata all’interno della stessa configurazione.












