BOLZANO. Salvare i piccoli dei balestrucci vale, eccome se vale, qualche settimana di ritardo di un cantiere. Se poi è quello del Polo bibliotecario, da decenni abituato ad attendere, va ancor meglio.
Una prima loro "casa" era stata notata quasi subito. Si trovava abbarbicata lungo la grondaia nel sottotetto della facciata razionalista. Quella, per intenderci, che aveva fatto rifare il progetto iniziale perché ne prevedeva l'abbattimento, quando invece per mantenere intatta quella scalinata si era mobilitata mezza città.
Ebbene, quel nido non dava preoccupazione: «Resterà intatto come lo sarà tutto l'ingresso delle vecchie Pascoli» avevano rassicurato in Provincia. Bene.
Invece, passo passo, mentre avanzavano i lavori laddove gli edifici dovranno scomparire, i balestrucci si erano moltiplicati. «Ci sono almeno cinque o sei nidi, sempre ben protetti dal tetto» hanno chiarito in cantiere. E le imprese che guidano l'avanzamento della riqualificazione hanno confermato.
Dunque, non si può abbattere, pena la perdita dei piccoli rifugi e la morte di chi ancora ci vive, o almeno un molto traumatico abbandono degli stessi. Che si fa? "Si attende che i piccoli siano cresciuti e che se ne vadano o migrino. Si dice che lo faranno tra qualche settimana".









