Dana Perino, ex portavoce di George W. Bush, ha commentato: “Che belli i calci di rigore, perché non cominciamo direttamente da qui?”. Non sappiamo se c’è dell’ironia per nascondere un po’ di noia nell’assistere a due ore di calcio, ma certo è che l’altalena di emozioni regalate da Marocco e Olanda nell’epilogo dagli 11 metri è stata forte. Tre legni, una parata di Bounou da “in piedi”, un “autogol sfortunatissimo” di Verbruggen il portiere olandese autore di tre parate da antologia nei 120’ di gioco. Passa il Marocco e con l’eliminazione dell’Olanda – la seconda europea in poche ore dopo il flop tedesco – il tabellone mette di fronte gli africani al Canada fra 7 giorni a Houston. La partita è intensa, fisica, i duelli sono robusti. Senza cattiveria ma con un agonismo che l’arbitro Sampaio premia. Fa giocare da subito, lascia correre alcuni interventi e ammonisce solo Diop, centrale marocchino che segnerà poi al 92’ il gol che riequilibra quello di Gakpo al minuto ventisette del secondo tempo. Passa il Marocco e ai punti l’avrebbe meritata anche prima. Ha provato a evitare la lotteria dei rigori sino alla fine mentre Koeman, ct degli Orange, ha provato a far scendere il ritmo e alzare le barriere davanti all’area dei suoi. Un atteggiamento tenuto sin dall’inizio quando l’Olanda si schierava con un 5-4-1 in cui Dumfries – volitivo ma non preciso o brillante – non rinunciava alle sgroppate ma agiva da terzino basso anche costretto a stare sull’attenti da Mazaroui che così come Hakimi sull’altra fascia hanno spinto per 120 minuti. Non pervenuto il bomber Brobbey, molto movimento da Gakpo e Summerville ma le più grandi occasioni sono state marocchine. In due minuti fra il 19esimo e il 21esimo Verbruggen compie due miracoli prima su Al Aynaoiu e poi su Hakimi. La risposta olandese è in un tiro di Van de Ver fermato da Bounou. Il secondo tempo si apre con una traversa di Hakimi e con Van der Ver che ferma lo scatenato due marocchino con un tackle in area. Verbrugge si ripete al 61’ con un altro intervento. I cambi portano freschezza. Il gioiellino 19enne Bouaddi e Brahim Diaz vengono richiamati in panchina, sono loro le uniche note meno liete per il Marocco. Vassine ed El Mourabet portano nuove idee e dinamismo. Sul fronte olandese Koeman scopre le carte quando inserisce Koopmeiners e lo schiera sulla linea a tre della difesa, in versione prime uscite sotto la cura Spalletti. L’Olanda passa con una fiammata improvvisa; la partita sembra chiusa ma nel recupero, Diop di testa corregge un cross di Talbi. Non c’è più tempo per evitare i supplementari. Che continuano a essere di lotta. Ma l’impressione è che una squadra voglia vincere, l’altra faccia di tutto per non perdere. Si arriva ai rigori, è il walzer dei legni. Finisce 4-3 per gli africani. Il sogno del bis del Qatar - semifinalista - continua.
Olanda sconfitta ai rigori, il Marocco vola agli ottavi
Un match intenso, fisico, senza cattiveria. Il Marocco ha provato a evitare la lotteria dei rigori sino alla fine mentre Koeman, ct degli Orange, ha provato a …










