Più o meno un anno fa, nello stabilimento Anduril che produce motori per missili, in Mississippi, non lontano dalla costa del Golfo del Messico, in un momento in cui la produzione era già in ritardo, un giovane ingegnere si è ustionato una mano. L’infortunato, in precedenza dipendente di una ditta di abbigliamento e accessori per escursionisti, stava assemblando uno dei primi ignitori elettrici, noti in azienda con il nomignolo di “white hot” (calore bianco): un elemento minimo, ma cruciale, nel progetto di trasformazione promosso dalla startup nei campi del design, dell’assemblaggio e della vendita di tecnologia militare. Il «white hot» serviva all’accensione di un campione sperimentale del propellente di Anduril, che è una sostanza gommosa destinata ad alimentare un’ampia gamma di missili americani e alleati.Prima di quell’infortunio, il team degli ingegneri non aveva svolto analisi sulla sicurezza del lavoro né prescritto l’uso di indumenti protettivi. Il dipendente infortunato indossava guanti di plastica non omologati per quella situazione e, quando l’innesco è divampato, con un lampo di luce bianca, la sua mano destra è rimasta ustionata.Nessuno ha avvertito i servizi d’emergenza locali. L’ingegnere è stato accompagnato al pronto soccorso in auto dal suo capo, dichiara un testimone. La compagna del lavoratore ha poi postato una foto che lo ritraeva addormentato, con la mano bendata, e ha sollecitato donazioni via Facebook, dicendo che la famiglia avrebbe perso l’unica fonte di reddito finché lui non si fosse ristabilito e non avesse fatto tutti gli esami di controllo in Alabama.L’incidente del “white hot” è solo un esempio dei vari problemi di sicurezza e degli intoppi progettuali verificatisi negli stabilimenti di Anduril, e Wired, con la presente inchiesta, ne dà conto per la prima volta. Abbiamo intervistato trentasette persone tra dipendenti, ex dipendenti e appaltatori, e una ventina abbondante, tra questi, ha una conoscenza diretta della produzione di Anduril. Hanno chiesto la massima riservatezza sulla loro identità, per via di accordi di non-divulgazione pregressi e per paura di rappresaglie da parte di Anduril o di suoi dipendenti.Poco prima della pubblicazione di questo pezzo, Shannon Prior, portavoce di Anduril da noi interpellata, ha dichiarato di non ritenere opportuno rispondere alle domande di Wired sugli incidenti e i fatti descritti nel presente articolo e ha, perciò, deciso di astenersene. “Presa visione delle verifiche da voi richieste, abbiamo rilevato affermazioni imprecise o fuorvianti, frutto di un processo d’indagine che fa eccessivo affidamento su ex dipendenti, e la totale assenza del punto di vista dell’azienda” ha scritto in un comunicato stampa. “In questa fase, nessuna risposta alle singole affermazioni contenute nel testo in oggetto potrebbe rimediare ai difetti d’impostazione e di costruzione dell’articolo”.E per finire: “Se Wired deciderà di pubblicare le suddette affermazioni imprecise o fuorvianti, le smentiremo pubblicamente”.La sfida ai colossi della difesaCome ha fatto Elon Musk con SpaceX per i razzi, i capi di Anduril vogliono dimostrare che le armi possono essere prodotte meglio – in modo più rapido e più economico – di quanto non avvenga in aziende mastodontiche quali Lockheed Martin e Boeing. Alcune divisioni di Anduril, però, hanno sofferto di quelle che le fonti considerano disfunzioni sistemiche, un eccessivo turnover nella dirigenza e una pressione sulle scadenze assai superiore a quella mediamente registrata in aziende del settore bellico e dell’alta tecnologia. Altri descrivono una situazione di normali dolori legati alla crescita. Comunque la si veda, i racconti di chi lavora da Anduril rivelano alcuni degli ostacoli incontrati dall’azienda nel perseguire quello che la dirigenza considera un approccio moderno alla produzione bellica.Secondo la vulgata di Anduril, le aziende belliche tradizionali, in genere, avviano la produzione di una data arma o di un dato sistema solo quando il committente ha specificato con chiarezza quel che desidera. Di contro, Anduril ha sviluppato una decina di diversi prototipi d’arma e ha assorbito un’altra decina di startup che ne stanno sviluppando altrettanti, pur senza avere la certezza di trovare acquirenti per questi nuovi prodotti.Anduril può permetterselo, grazie ai capitali concessi sulla fiducia da svariati fondi d’investimento, tra cui il Founders Fund di Peter Thiel e Thrive Capital di Josh Kushner: più di sei miliardi di dollari, finora, con altri quattro probabilmente in arrivo. La spesa dell’azienda in ricerca e sviluppo è stata, l’anno scorso, nell’ordine dei 2 miliardi di dollari, pari a quella di Lockheed Martin, dice Paul Kwan, direttore operativo del fondo investimenti General Catalyst che ha anche un ruolo di osservatore nel consiglio di amministrazione di Anduril. “È una cifra pazzesca!” fa notare Kwan.La dirigenza mette in conto che per molti anni ancora Anduril non produrrà utili, visti i costi iniziali, ma ambisce ugualmente a raddoppiare la propria valutazione, arrivando a sessanta miliardi di dollari, più o meno alla pari con L3Harris – uno dei dieci principali appaltatori del Pentagono – che vanta un fatturato annuo di dieci volte superiore. A quasi dieci anni dall’avvio di questo tentativo di rivoluzionare il complesso militar-industriale, Anduril (più di 7500 dipendenti) ha sfornato almeno quattro sommergibili a guida autonoma Dive, svariate centinaia di torri Sentry per la sorveglianza dei confini, centinaia di missili Roadrunner per la distruzione di minacce aeree e qualche migliaio di droni, in alcuni casi abbastanza piccoli da poterli caricare sul cassone di un pickup. (Senza contare, quindi, i sistemi software e le commissioni top secret.)Anduril possiede una decina di stabilimenti, una mezza dozzina di poligoni per i test e una trentina di uffici, in almeno diciotto stati e territori degli Stati Uniti, nonché in altri otto nazioni, secondo elaborazioni di Wired, basate su informazioni di pubblico dominio e colloqui con persone che hanno personalmente frequentato o visitato i siti in questione. In previsione di una crescita delle commesse, Anduril si sta espandendo: in Southern California, accanto alla sede centrale, sta realizzando una struttura di ricerca e sviluppo da un miliardo di dollari. Un altro stabilimento, polifunzionale e altrettanto costoso, chiamato Arsenal-1, è in costruzione nei dintorni di Columbus, Ohio, dove Anduril prevede di assumere quattromila persone entro il 2035, un record per l’Ohio, e ha spinto le istituzioni dello stato, con il sostegno di un gruppo per lo sviluppo economico, ad approvare un piano di concessioni e crediti fiscali da ottocento milioni di dollari. Anduril sostiene di essere impegnata anche nella difesa dell’occupazione, per risparmiare tempo e denaro, ma anche per avere una flessibilità che la produzione automatizzata non garantisce.Palmer Luckey, cofondatore di Anduril, ha detto che nel caso dei Fury – i caccia a reazione a guida autonoma da loro progettati – si è passati dalla fase di realizzazione del prototipo ai test di volo con una rapidità che non si era più vista dopo la Guerra di Corea.Luckey, pioniere della realtà virtuale e fondatore di Anduril (nel 2017), ha dichiarato che il suo obiettivo è quello dell’agilità, al fine di fornire software e prodotti all’avanguardia nel momento in cui le forze armate ne hanno bisogno, risparmiando soldi dei contribuenti grazie a un design e a una produzione innovativi. Questo obiettivo si accorda in pieno con le considerazioni del segretario alla Difesa Pete Hegseth che, in occasione di un incontro con la dirigenza e il personale dell’azienda, presso lo stabilimento che Anduril ha nel Rhode Island, ha detto: “A nostro parere, soluzioni con un 85-90 per cento di efficacia a disposizione già da domani per chi combatte sono preferibili a qualsiasi soluzione ottimale, al 100 per cento, disponibile magari tra cinque anni”. La guerra lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran ha corroborato le tesi di Luckey. I droni iraniani a basso costo stanno colpendo pozzi petroliferi, sedi diplomatiche e obiettivi militari, mentre le scorte di armi americane, costosissime e non immediatamente rimpiazzabili, pare comincino a ridursi.Il presidente Donald Trump ha proposto il maggiore incremento della spesa militare dai tempi della Guerra di Corea, e il Pentagono chiede ai fornitori un contributo aggiuntivo. Per gli appaltatori “neoprime” (che mirano a sostituire i contractor tradizionali) è il momento giusto per accelerare la produzione. Al livello di scala richiesto, l’espansione delle catene di montaggio flessibili prefigurate dai dirigenti di Anduril per lo stabilimento in Ohio è un’impresa inedita. E stando ai racconti che arrivano dagli impianti già esistenti – non solo a McHenry, Mississippi, ma anche ad Atlanta, Georgia, e a Morrisville, North Carolina – Anduril avrà il suo bel daffare per risolvere i problemi emersi.La scommessa sul propellentePrima di cimentarsi nella costruzione di motori a propellente solido per missili, Anduril aveva provato ad acquistarne uno già pronto. Brian Schimpf, CEO di Anduril, racconta che un fornitore “tradizionale” gli aveva risposto che non poteva aiutarlo: aveva un arretrato di due anni e, comunque, non avrebbe accettato la commessa. Per questa ragione, intorno alla metà del 2023, Anduril ha acquisito una startup – Adranos, nata da ricerche svolte alla Purdue University – che aveva inventato la formula per un propellente con additivo al litio che – si diceva – avrebbe garantito una combustione più efficiente e meno nociva. Nella speranza di sfruttare il brevetto sul piano commerciale, Adranos si era insediata in uno stabilimento per la produzione di blindature rimasto inutilizzato dopo l’11 Settembre, alla periferia di McHenry, in una contea di circa 20.000 abitanti la cui principale attività era segare alberi per ricavarne pali dell’elettricità. Intravedendo in questo business il potenziale di grandi profitti, Anduril ha speso una cifra così cospicua che uno dei cofondatori di Adranos ha cominciato a presentarsi al lavoro al volante di svariate auto di lusso, tra cui una Ferrari bianca, riferiscono le fonti interpellate da Wired. (Raggiunto per telefono, il suddetto cofondatore di Adranos ha preferito non commentare.) A quel punto, Anduril ha deciso di investire altre decine di milioni di dollari e si è messa ad abbattere alberi per ampliare lo stabilimento.A differenza di aziende concorrenti di più grandi dimensioni, quali Northrop Grumman e L3Harris, che nel processo produttivo del propellente utilizzano edifici diversi per le diverse fasi, Anduril intendeva usare macchinari e processi innovativi per produrre quel materiale in un unico luogo, chiamato – secondo diverse testimonianze – “Roberto”. Questo approccio inedito prometteva di produrre più motori, più rapidamente, ma comportava anche dei rischi. Northrop ha affermato che un’esplosione verificatasi lo scorso anno in un suo impianto nello Utah non avrebbe causato blocchi della produzione. Nel caso di Anduril, invece, secondo un ex dipendente, “c’è il pericolo che un solo incidente pregiudichi il funzionamento di tutto l’impianto”. Mentre i lavori su “Roberto” proseguivano, i motori sperimentali per la marina USA e per altri clienti continuavano a essere prodotti in un’altra struttura in loco, chiamata “Geisler”.Per i dipendenti, tra i vantaggi di lavorare da Anduril ci sono l’assicurazione sanitaria gratuita, i pranzi pagati, le vacanze illimitate e le uscite tra colleghi – spesso con drink gratuiti e possibilità di portarsi dietro la famiglia – per assistere, magari, a una partita dei Biloxi Schuckers, squadra di baseball locale che gioca nelle leghe minori, o a una proiezione di Top Gun: Maverick. Anche i commercianti locali ne traggono beneficio: Anduril spende decine di migliaia di dollari nel vicino McDaniel’s General Merchandise, invece di acquistare online gli utensili necessari. E affida a PB’S Twisted “Q” e ad altri ristoratori locali il compito di preparare i pasti per i quasi cento dipendenti. Anche gli agenti immobiliari fanno affari vendendo case ai nuovi assunti.Secondo alcuni, Neil Thurgood, alto ufficiale in pensione dell’esercito e vicepresidente anziano del team [che dirige lo stabilimento] di McHenry, avrebbe fatto usato i suoi buoni uffici affinché Anduril contribuisse a sostenere il distretto scolastico della Stone County, che necessitava di due milioni di dollari per ristrutturare il suo campus vecchio di ormai settant’anni e per costruire il suo primo stadio per l’atletica. Il distretto scolastico, in cambio, avrebbe dato allo stadio il nome dell’azienda, inserendolo anche nei cori delle cheerleader, oltre a creare corsi di studio ad hoc per formare i nuovi futuri dipendenti. È opinione diffusa che l’azienda abbia cercato di coltivare “buoni rapporti” con la comunità locale.Donald Blasko, un pensionato che abita a poca distanza dalla fabbrica, esce di casa con un po’ di anticipo per andare dal dottore, perché il traffico è aumentato, ma lui non se ne lamenta. “Continuano a ingrandirsi, a espandersi…” dice. “È il progresso”.Dentro la corsa ai droniIntanto, a qualche centinaio di chilometri di distanza, nello stabilimento Anduril di Atlanta destinato alla progettazione e all’assemblaggio dei droni, è in corso un cambiamento che investe tanto la dirigenza quanto la strategia dell’azienda. Un ingegnere che ha cominciato a lavorare lì in quell’anno, ricorda di essere stato informato, durante il suo tour di benvenuto, che la mensa, “non serviva la cena, perché all’ora di cena lo stabilimento non avrebbe potuto essere ancora aperto”. In breve è risultato chiaro, a questo ingegnere e ad altri, che per rispettare le scadenze e gli impegni di Anduril bisognava lavorare ben più del normale.Lo stabilimento di Atlanta, che era di proprietà della startup Area-I, è stato acquistato nel 2021 e adibito alla produzione di droni Altius: velivoli di piccole dimensioni, progettati in modo da poter “entrare in un tubo del diametro di diciotto centimetri, come fossero missili, per trasformarsi in velivoli all’uscita” spiega un ex dipendente di Anduril. Questi droni avevano appena fatto il loro debutto sui campi di battaglia in Ucraina, grazie a un accordo finanziato dagli Stati Uniti. In quello scenario, però, per via delle condizioni topografiche e dello scrambling dei segnali Gps da parte dei russi, i risultati erano stati tutt’altro che ottimali, e i dirigenti di Anduril avevano dichiarato, al riguardo, che l’azienda avrebbe dovuto proseguire nel processo di perfezionamento delle tecnologie.Anduril ha di recente consegnato quasi trecento droni a Taiwan.All’inizio del 2024, la capacità produttiva dello stabilimento era di cinquanta droni Altius-600 al mese, affermano due diverse fonti, ma alla fine ci si era attestati, mediamente, su una produzione e su vendite inferiori. Quando un cliente chiedeva aggiustamenti progettuali che richiedevano l’impiego di componenti diversi – ad esempio, per un impianto radio più sofisticato – le nuove parti arrivavano, a volte, dopo mesi. Date le sue dimensioni relativamente ridotte rispetto alla media delle industrie belliche, Anduril non era un acquirente di grande peso e, quindi, non poteva saltare la fila né attrarre fornitori di primo livello. In qualche caso – secondo due diverse fonti – le parti in plastica arrivavano da aziende che, in genere, rifornivano i produttori di giocattoli e veicoli telecomandati. Il team di Altius ispezionava e testava manualmente ogni singolo sistema, per cercare di individuare con tempestività i possibili problemi.Verso la fine del 2024, lo stabilimento di Atlanta dava lavoro a centinaia di persone, secondo alcuni testimoni. Dovendo soddisfare la commessa più consistente mai ricevuta fino a quel momento – la costruzione di trecento droni per Taiwan, un contratto da trecento milioni di dollari – Anduril ha avuto bisogno di rinforzi, e nella sede di Atlanta hanno cominciato a spuntare catene di montaggio in ogni angolo. L’azienda ha affidato la supervisione del settore droni e, in seguito, anche di quello dei motori per razzi a Burhan Muzaffar, ex dirigente Uber, residente in California. Persone a conoscenza di ciò che avveniva sia a McHenry sia ad Atlanta hanno dichiarato a Wired che l’atmosfera nei due stabilimenti ha cominciato a cambiare. “In breve, è diventato difficile presentare alla dirigenza feedback negativi senza dover temere rappresaglie” ci ha detto un dipendente, confermando altre dichiarazioni da noi raccolte.Il prezzo della crescitaMuzaffar, ad Atlanta, si riprometteva di “scuotere l’albero”, dice un ex dipendente. Poco dopo il suo arrivo – affermano svariate persone – decine di dipendenti, tra cui un certo numero di figure-chiave del settore ingegneristico, hanno dato le dimissioni. Un ex dipendente di quello stabilimento dichiara che in molti hanno cominciato a cercare modi per defilarsi e restituire il bonus ricevuto all’assunzione. “Lo stress e la pressione erano così forti che la salute cominciava a risentirne” ripetono più persone interpellate da Wired.All’inizio del 2025, i manager di Atlanta hanno cominciato a chiedere a tutti di fare gli straordinari. “C’era chi accusava esplicitamente i dipendenti di non lavorare abbastanza” dice un ex lavoratore. I dirigenti di Anduril hanno dichiarato che i loro dipendenti lavorano volontariamente anche di notte perché costruiscono sistemi di un’importanza vitale, e comunque a nessuno viene chiesto di fare “orari assurdi”. Due lavoratori di Atlanta affermano, invece, di essere stati spinti a timbrare quarantacinque ore [settimanali] sul cartellino, anche se non avevano poi così tanto lavoro da fare. “Il fatto che i lavoratori fanno più ore non rende automaticamente il loro lavoro più efficiente” dice un altro. Si affrettano tutti ad aggiungere che non invidiavano il lavoro dei dirigenti, impegnati a procacciare nuovi affari. Il prodotto in sé, dicono gli interpellati, “può servire un po’ a tutto, senza eccellere in nulla”, un vantaggio per certi versi, ma per altri un problema. “Ha cominciato a essere vittima del proprio successo” dichiara una fonte.La pressione, intanto, stava montando anche a Morrisville, North Carolina, dove Anduril produce le componenti del Fury, un caccia a reazione senza equipaggio, e del Dive-LD, piccolo sottomarino a guida autonoma, entrambi ancora allo stadio di prototipi. (L’assemblaggio del Fury avviene, per ora, presso la sede centrale di Anduril in California, mentre il Dive-LD viene assemblato nel nuovo impianto del Rhode Island.) I manager di Morrisville erano riusciti a imporre giornate lavorative di dieci ore e cominciavano a premere perché la gente lavorasse in fabbrica cinque giorni a settimana, facendo ulteriori straordinari. Con l’avvicinarsi dell’estate, qualcuno si è lamentato della mancanza di aria condizionata, e l’azienda ha risposto offrendo scorte di Gatorade e di ghiaccioli e dimostrando una maggiore tolleranza per le pause, aggiunge la nostra fonte che riferisce, insieme ad altri, come l’anno scorso, nello stabilimento di Morrisville, il morale fosse bassissimo a confronto con altre unità produttive di Anduril. L’azienda stessa ha riconosciuto che lo “stress” a Morrisville raggiungeva “livelli astronomici”.Campanelli d’allarmeCon l’arrivo del 2025, a McHenry c’era di che essere preoccupati. A mano a mano che i prototipi venivano consegnati, e Anduril imparava a muoversi nel settore, la stima relativa ai margini di profitto annui sarebbe scesa al 3 per cento circa, cioè un decimo di quanto inizialmente previsto, asseriscono due fonti. Con il passare dei mesi, il team dei motori per razzi ha sentito aumentare la pressione della sede centrale per via dell’aumento dei costi e della scarsità di risultati.La confusione creata dagli orari dilatati, dai malintesi e dalla fretta di rispettare le scadenze si è sommata ad altri problemi, ci è stato riferito. Una porta che pesava più di 13 tonnellate, fatta di mattoni di piombo e destinata a schermare le radiazioni, aveva deformato il già irregolare pavimento in cemento, e lo si era dovuto rifare. Il personale, inoltre, aveva rilevato una fuoriuscita di radiazioni dal tetto del locale che accoglieva le apparecchiature a raggi X. E c’erano stati altri incidenti: uno spruzzatore robotico era stato costruito sulla base di indicazioni errate, mentre una cabina per il rivestimento dei motori si era rivelata totalmente inutile. A un certo punto, Anduril, avendo deciso di rivedere i propri piani operativi, ha anche improvvisamente ritirato la richiesta dei permessi per bruciare rifiuti esplosivi, esasperando le agenzie regolatrici che già conoscevano la startup e la sua “storia di dilazioni”, come scrive un funzionario dello stato a un suo omologo dell’amministrazione federale in una e-mail che Wired è riuscita a ottenere.La macchina della guerraDal Minnesota al Medio Oriente, Wired diffonde informazioni sui tanti campi di battaglia del mondo moderno.A un anno dall’infortunio dell’ingegnere che si era ustionato la mano, gli inquirenti hanno riferito ai dipendenti che i tempi di lavoro troppo serrati potevano aver contribuito all’incidente, stando a dichiarazioni di tre persone a conoscenza dei fatti, anche se una di queste dubita che sia da considerare una causa particolarmente significativa. “Tutti commettono errori quando sperimentano qualcosa di nuovo” dice questa persona. “Di certo, se si continua a fare quel che si è fatto nei cinquant’anni precedenti, non si ha speranza di migliorare”.Anduril ha provveduto ad adottare ulteriori misure di sicurezza, tra cui l’uso obbligatorio di guanti ignifughi dove necessario. L’ingegnere infortunato è tornato al lavoro dopo sei settimane, e le foto postate sul suo profilo Facebook, un anno dopo, mostrano una mano che in apparenza è perfettamente guarita. (Interpellato, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.)Nel marzo del 2025, a poche settimane dall’incidente del “white hot”, i responsabili della produzione hanno organizzato una video-conferenza con Thurgood, l’ex ufficiale dell’esercito che sovrintendeva allo stabilimento di McHenry, per parlare dell’obiettivo di produrre, a “Roberto”, il primo motore sperimentabile entro il mese di agosto… in tempo per il compleanno di Thurgood. Quest’ultimo, però, mettendosi al lavoro con il suo team, si è ben presto reso conto dei buchi nella pianificazione, riferiscono due nostre fonti. Non era stato calcolato il tempo necessario alla messa in opera delle macchine e al raggiungimento di standard produttivi costanti. Una persona informata sullo stato dei lavori nello stabilimento ha dichiarato che l’inizio di una vera produzione su scala industriale sarebbe stato pensabile per il marzo 2026 al più presto.Pochi mesi dopo, è arrivata un’altra lezione sulla gestione dei macchinari. Un addetto alla manutenzione assunto da poco, nel tentativo di pulire un macchinario di recente introduzione, ha rimosso un pezzo senza prima staccare la corrente: un’evidente negligenza nell’esecuzione di protocolli elementari, sostengono due nostre fonti. La polvere d’alluminio fuoriuscita si è depositata sui capelli e sui camici dei presenti. Nessuno è rimasto ferito, ma un’inalazione più consistente avrebbe potuto causare problemi respiratori.Un’inaugurazione affrettataE poco tempo dopo, c’è stato un altro momento importante che non ha dato gli esiti sperati. Il 1° luglio, i responsabili dell’edificazione di “Roberto” – il centro per la produzione su scala industriale dei motori per razzi – hanno consegnato le chiavi dell’impianto all’azienda. Diversi responsabili dei vari insediamenti produttivi di Anduril sono andati a mangiare da Buffalo Wild Wings per celebrare il traguardo raggiunto, riferiscono le fonti. Subito, però, si è capito che qualcosa non andava. La produzione di un motore per razzi a propellente solido, nel nuovo stabilimento, richiedeva ventotto giorni di lavoro, secondo le fonti. Il problema era che la dirigenza voleva i primi motori inerti – cioè non esplosivi – di lì a tre giorni.All’indomani dei festeggiamenti, il 2 luglio, il direttore della produzione è stato licenziato e accompagnato fuori dallo stabilimento di McHenry, rivelano due fonti. Pochi minuti dopo, un dirigente anziano dello stesso team ha rassegnato le dimissioni, consegnando il telefono e il tesserino identificativo al responsabile della sicurezza.I nuovi dirigenti, tra cui Keith Flynn, ex manager Tesla, che in Anduril funge ora da vicepresidente anziano del settore manifattura, hanno introdotto un nuovo regime, ma i problemi non sono stati risolti. Intorno alla fine dello scorso luglio, alcune macchine fornite da Coperion – che servivano ad automatizzare la procedura di dosaggio dei componenti chimici del propellente – hanno cominciato ad avere delle perdite di liquido, secondo svariate testimonianze. Dato che i pulsanti d’emergenza per interrompere la procedura non funzionavano, il pavimento si è ricoperto di sostanze chimiche inerti a presa rapida. Non sono stati segnalati danni alle persone, ma i macchinari sono rimasti inattivi finché non è stato possibile ripristinare il rispetto delle norme di sicurezza e degli standard qualitativi.Per settimane, i rappresentanti di Anduril e Coperion hanno tenuto accesissime videochiamate quotidiane via Zoom, e pare che Coperion avesse segnalato che le sue macchine non erano mai state impiegate per lo scopo perseguito da Anduril, affermano tre nostre fonti. Secondo un ex dipendente di Anduril, quelli di Coperion non avevano notizia di gente che avesse mai usato quel tipo di macchine per produrre composti chimici combustibili. “Mi risulta, invece, che fanno dell’ottimo cibo per cani” dice questa fonte. Coperion si è astenuta da ogni commento al riguardo.Il presidente e direttore strategico di Anduril, Christian Brose, ha dichiarato che la startup dà la priorità a prodotti che possano essere assemblati in maniera affidabile su vasta scala. Ad Atlanta, però, secondo tre fonti distinte, c’erano pezzi come l’ala del drone Altius che uscivano sbilenchi o malfunzionanti dalla catena di montaggio, a causa delle complessità del design. Almeno due lavoratori hanno detto di essersi lamentati per l’uso della stampa 3D e della fibra di carbonio al posto delle tecniche tradizionali e di materiali affidabili. Secondo una persona interpellata, i dirigenti di Anduril “credono di saperla più lunga dei loro predecessori”.Lo scorso anno, in almeno quattro diversi casi, due dei quali riguardanti i droni Altius, i test sul campo di sistemi Anduril hanno dato risultati inferiori alle attese, secondo quanto riportano il Wall Street Journal e l’agenzia Reuters. In quella circostanza, i dirigenti hanno risposto che lo scopo dei test è proprio quello di identificare eventuali problemi, secondo il metodo del fail fast che Anduril ha fatto proprio.Alcuni lavoratori di Atlanta, però, hanno opinioni non esattamente entusiastiche sulle procedure dei test condotti lo scorso anno da Anduril. Ad esempio, la pressione affinché i test di Altius si svolgessero di volta in volta in uno spazio improvvisato all’interno dello stabilimento, in una fattoria della Georgia o nel deserto del Chihuahua, in Texas, faceva sì che in alcuni casi i dati ricavati dall’esperimento precedente non fossero stati ancora elaborati al momento di lanciare il test successivo, dice uno dei lavoratori in questione. “C’erano tutti questi ingegneri qualificatissimi, che lavoravano a ritmi vertiginosi, esasperati per l’impossibilità di mettere a frutto le esperienze o anche solo di tirare un attimo il fiato”.Nell’agosto scorso, Anduril ha consegnato il primo lotto di droni a Taiwan, un evento reso possibile, secondo l’azienda, dall’assemblaggio di alcuni esemplari prima che il contratto fosse finalizzato. È toccato a Luckey il compito di effettuare ufficialmente la consegna. A Taiwan, ne ha approfittato per tenere una conferenza alla National Taiwan University in cui ha spiegato come “i missili producibili su vasta scala” potranno proteggere l’isola da eventuali aggressioni cinesi. Nell’impianto dedicato alla produzione su vasta scala dei motori di questi missili, però, Anduril, nascondeva le difficoltà letteralmente sotto il tappeto.Poche ore dopo la conferenza tenuta da Luckey a Taiwan, in una cerimonia inaugurale dello stabilimento “Roberto” di McHenry, Thurgood era su un palco accanto al senatore Roger Wicker e ad altri notabili. Accanto alla sala scelta per l’occasione pendevano dei tendoni neri che nascondevano tutt’altro scenario. Molti utensili e componenti erano ancora imballati. Solo una metà dei macchinari richiesti era in funzione. «Non avevano gli strumenti necessari per versare le sostanze chimiche nelle vasche di miscelazione» dice un ex dipendente. “Non potevamo fare gli stampi e neanche produrre e installare gli ugelli o gli igniters dei motori. Insomma, una gran messinscena”. (Un portavoce della Commissione del Senato USA sulle Forze armate, di cui Wicker è presidente, ha dichiarato a Wired che le visite negli stabilimenti non ancora pienamente operativi non sono una novità e aggiunge: “Anduril contribuirà a far sì che i nostri combattenti abbiano i missili di cui avranno bisogno, quando ne avranno bisogno, e in quantità sufficienti”.)In quel momento, Anduril affermava di aver testato più di settecento motori di avere ricevuto commesse dall’esercito USA e dalla Saab, a sua volta appaltatrice del dipartimento della Difesa. I motori, però, erano usciti dallo stabilimento “Geisler”, il laboratorio che a McHenry provvede allo sviluppo dei prototipi, dove ingegneri di altissimo livello operavano un’importante supervisione ai fini della qualità del prodotto.È significativo che nessun dirigente sia arrivato dalla California per l’inaugurazione di McHenry. Il cofondatore e direttore esecutivo di Anduril, Trae Stephens, ha celebrato l’occasione con un’intervista alla Cnbc, in uno studio di San Francisco. I lavoratori di McHenry non l’hanno presa bene. “Ha dato l’impressione di considerarci irrilevanti” ha commentato uno di loro.Nei mesi successivi all’inaugurazione, dopo la firma dell’executive order con cui Trump ha cambiato nome al Dipartimento della Difesa (ribattezzandolo “Dipartimento della Guerra”) e dopo che Hegseth ha annunciato di voler cambiare corso nelle forze armate dopo “decenni di decadenza”, il sostegno del Pentagono ad Anduril si è intensificato. Il 2 ottobre, la compagnia ha ricevuto un finanziamento da 43,7 milioni di dollari, in aggiunta agli stanziamenti già previsti, per espandere lo stabilimento di McHenry. Il giorno dopo, Anduril ha violato una nuova scadenza per la consegna di sei motori inerti, sostengono molteplici fonti. La consegna del primo motore provvisto di propellente era prevista per l’inizio del 2026, ma neanche quel termine sarebbe stato rispettato. “Costruire un motore per razzi non è come costruire un’automobile” dice un ex dipendente. “Da Tesla, se qualcuno commette un errore, non fa saltare in aria tutto e tutti”.Visto il moltiplicarsi dei problemi, il direttore operativo di Anduril Matt Grimm ha visitato l’impianto di McHenry. Un ex dipendente ricorda che Grimm continuava a parlare di “paranoia” a proposito della sicurezza sul lavoro, senza fornire ulteriori chiarimenti. Il messaggio, benché implicito, è arrivato chiaro: la sede centrale pretendeva che “Roberto” avviasse la produzione e, a questo scopo, avrebbe garantito tutte le risorse necessarie.Dopo aver redarguito diversi capi, racconta una fonte, Grimm ha manifestato il suo disappunto per le cosce di pollo e, appena finito di mangiare, se n’è andato. (In un post su X, ai tempi in cui questa notizia è circolata, Grimm ha scritto: “Non ricordo di aver mangiato queste presunte cosce di pollo o fatto particolari commenti al riguardo, quel giorno, alla nostra fabbrica di razzi nel Mississippi”.)Più o meno nello stesso periodo, Thurgood, che di lì a pochi giorni avrebbe dovuto tenere una conferenza al Career and Technical Center per gli studenti del locale distretto scolastico, è stato trasferito da Anduril alla guida di un team che si occupa di progetti speciali. Thurgood ha disdetto la conferenza, e le discussioni preliminari con il distretto si sono concluse senza donazioni da parte dell’azienda. I lavoratori hanno poi saputo che anche uno dei cofondatori di Adranos, l’uomo che più di tutti aveva contribuito a inventare la formula chimica sperimentale [del propellente], sarebbe andato in congedo a tempo indeterminato.Un paio di settimane dopo, Muzaffar si è presentato a McHenry per un primo controllo. Si è fatto latore dell’insoddisfazione delle alte sfere e ha avvertito che c’erano cambiamenti in vista. Alla fine del 2025, secondo diverse fonti, si è verificato un secondo esodo di manager. Tra i quadri uscenti, c’è anche il nuovo responsabile della produzione, che aveva assunto quel ruolo da pochi mesi. “Non c’è un indirizzo chiaro, ed è difficile governare la nave se butti a mare il capitano” dice un ex lavoratore.Alla fine del 2025, il personale di McHenry non aveva ancora messo a punto le procedure operative standard per le linee di montaggio su grande scala, dichiarano due fonti. Restavano da risolvere fondamentali problemi di sicurezza: in caso di emergenza, i lavoratori di quel vasto complesso di 470 acri [pari a circa 2 kmq] comunicavano via Slack o per telefono, secondo svariate persone informate sui fatti, anche se le pareti spessissime rendevano impossibile l’uso dei cellulari a “Roberto”. Secondo una fonte, occorreva approntare al più presto un sistema d’allarme centralizzato nello stabilimento, prima di cominciare a lavorare con il propellente esplosivo. Diverse fonti affermano che i lavoratori, prima di ricevere gli indumenti protettivi, dovevano entrare negli spazi riservati alla produzione.Il termine fissato per consegnare i motori inerti per certi ordigni con lancio da terra, commissionati dalla compagnia aerospaziale svedese Saab (marzo 2026) è stato prorogato per via di ritardi giustificati e per il cambiamento di alcune specifiche del progetto, sostengono due fonti. Il portavoce di Saab, Mattias Rådström, afferma che la partnership procede secondo i piani.Blasko, il pensionato che abita a due passi dallo stabilimento Anduril, dice che il rumore è ormai una costante. Lo descrive come una specie di aereo da caccia che romba ripetutamente per decine di secondi consecutivi. I cervi e i tacchini, come i cacciatori che li cercano, sono diventati una presenza rara sui suoi dieci acri di terra. Lui e la moglie hanno intenzione di lasciare la casa in cui vivono da undici anni se Anduril espanderà come previsto la produzione. “Abbiamo detto addio alla pace e alla quiete, da queste parti” dice.Blasko, però, non ha motivo di cominciare a fare i bagagli. A più di sette mesi dall’inaugurazione dell’impianto, Anduril non ha ancora dato notizia di test sul campo per i motori prodotti in loco e non ha detto se altri suoi prodotti, come il missile Barracuda, verranno dotati di motori costruiti a McHenry/Roberto. Nel mese corrente, due ingegneri-capo e un direttore della divisione motori per razzi hanno aggiornato i loro profili LinkedIn per annunciare che stavano cercando un nuovo impiego. La situazione è tale che molti “temono di aver commesso un errore a fidarsi di Anduril” dice una persona. “Prego per le persone in via di ricollocamento in Ohio, nel Rhode Island e dovunque”.Anthony Di Stasio, ex funzionario del Pentagono che, negli ultimi giorni dell’amministrazione Biden, ha sovrinteso a un finanziamento da 14,3 milioni di dollari per l’impianto di McHenry, dichiara di non essere preoccupato né sorpreso. I problemi legati alla costruzione, alla gestione e all’organizzazione della catena di rifornimento erano e sono inevitabili, a suo parere. Secondo le sue stime, la produzione su scala industriale non sarà possibile prima del 2028, checché ne dicano i comunicati stampa di Anduril.“A parole, si garantisce sempre di poter fare “tutto e subito”, ma la realtà è diversa” dice Di Stasio. “Si tratta dei normali dolori della crescita legati alla ricostruzione del settore manifatturiero negli Stati Uniti. Io avevo avvertito la dirigenza che avrebbero avuto bisogno di tre-cinque anni per diventare competitivi”.La grande scommessa dell’OhioIl “tutto e subito”, però, sembra proprio l’obiettivo che Anduril si prefigge in Ohio. Ha già provveduto alle prime assunzioni per il Fury, il caccia a guida autonoma per la cui produzione non ha ancora firmato i contratti. Luckey ha fatto notare che il Fury è passato dallo stadio di prototipo a quello dei voli di prova, lo scorso ottobre, in soli 556 giorni: nessun altro caccia ha avuto uno sviluppo così rapido dai tempi della Guerra di Corea. General Atomics, però, azienda in concorrenza con Anduril per la commessa dell’Aeronautica Militare relativa alla produzione dei droni, ha impiegato due mesi di meno. Nulla garantisce che Anduril ottenga il contratto per i Fury. Wired, però, ha scoperto, sulla base di comunicati stampa, di notizie circolate sui media e della testimonianza di una fonte informata sui fatti, che solo una metà delle linee di produzione di Anduril ha ottenuto contratti per produrre su scala industriale.Nell’Ohio, il primo di una serie di stabilimenti industriali è in fase di apertura e si prevede che arriverà ad assemblare i Fury al ritmo di 150 esemplari all'anno per la fine del 2026, oltre ai missili Barracuda e Roadrunner e a un altro prodotto top secret, hanno dichiarato ai giornalisti i dirigenti di Anduril in occasione di un tour dell’impianto (a cui Wired non è stata invitata). Le dimensioni del progetto e i relativi sussidi a spese del contribuente hanno suscitato qualche protesta, legata all’impatto negativo sulle risorse idriche e ai danni causati a territori considerati sacri dai nativi americani. Per non parlare dell’emergenza abitativa e dell’aumento del traffico. I leader delle associazioni locali dicono che i residenti – un po’ come Blasko a McHenry – sono rassegnati, convinti che il governo porterà a termine quell’impresa monumentale a qualsiasi costo.Stando così le cose, Anduril ha una via abbastanza chiara da percorrere: si è guadagnata una buona reputazione sponsorizzando il settore atletica leggera della Ohio State University per una cifra imprecisata, e ha cominciato a organizzare incontri con i liceali per illustrare le prospettive occupazionali ad Arsenal-1, oltre a censire i college professionali locali in vista di eventuali partnership. “Il nostro obiettivo consiste nel seminare per tempo” ha dichiarato Zachary Mears, vicepresidente per le questioni strategiche di Anduril, a un giornalista locale. “Immaginiamo bambini di dieci anni che si entusiasmano all’idea di progettare e costruire la nuova generazione di tecnologie per la difesa: questo è il futuro che vogliamo creare”.Se l’affare andrà in porto, Anduril diventerà senz’altro il partner imprenditoriale più importante di tutti i tempi per il Pickaway-Ross Career & Technology Center, frequentato ogni anno, in media, da milleottocento studenti a tempo pieno. Il preside dell’istituto, Jonathan Davis, dichiara di essere pronto a modernizzare i corsi di studio per formare figure professionali adatte alle esigenze di Anduril. I finanziamenti dell’azienda per attrezzature e personale docente torneranno sicuramente utili. “È una speranza, un desiderio, una cosa per cui abbiamo dato la nostra disponibilità” dice Davis.John Berry, rettore del Central Ohio Technical College, riferisce che da un recente incontro con sei rappresentanti di Anduril è emersa l’idea di invitarli ai corsi di ingegneria, affinché suggeriscano gli aggiustamenti necessari, contribuendo, se possibile, a finanziare nuovi corsi. Il fine è quello di fornire a Anduril, ogni anno, centinaia di nuovi tecnici da inserire in azienda.Berry aggiunge che i progetti di espansione [di Anduril] vanno presi con le molle. Anche Intel, azienda leader nel settore microchip, aveva pensato di creare tremila posti di lavoro nella regione, ma poi sono subentrati problemi di soldi e cambiamenti delle priorità che hanno rimandato il progetto al 2030 e oltre. Berry, però, pur riconoscendo il “danno psicologico” causato dal passo indietro di Intel, dice di essersi sentito rassicurato dai contatti con Anduril. “Ci hanno detto che non intendono fare il passo più lungo della gamba. Prima di dare la loro parola, vogliono avere la certezza di poterla rispettare”.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.