Contenuto tratto dal numero di giugno 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Per raccogliere fondi e investitori per Canva, la startup fondata assieme al fidanzato qualche anno prima, Melanie Perkins ha imparato anche a fare kitesurf. La nativa di Perth, in Australia, si convinse di doverlo fare, partendo da zero, tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. Il motivo, spiega a Forbes, fu l’invito, ricevuto dall’organizzatore di un gruppo di venture capitalist appassionati di kitesurf, a partecipare a una competizione di presentazione di progetti di startup che si sarebbe svolta negli Stati Uniti. Decise che doveva esserci, anche a costo di affrontare acque pericolose. In senso letterale: a un certo si trovò alla deriva su una tavola, tra le isole private di Necker e Moskito, di proprietà del miliardario Richard Branson. Con la sua vela di nove metri sgonfia e inutilizzabile, attese per ore i soccorsi con la gamba sinistra ferita a causa di una collisione contro la barriera corallina. “Era una situazione del tipo, rischio: danni seri; ricompensa: avviare un’azienda. Se riesci a mettere un piede dentro, anche solo di poco, devi in qualche modo riuscire a spingerlo fino in fondo”, ha detto Perkins a Forbes a proposito di quell’esperienza.