di Giulia Prosperetti"La combinazione rara di tradizione e capacità di innovare. Forti come una quercia nelle radici, ma flessibili come un giunco nel cambiamento. Università antichissime capaci di guidare trasformazioni avanzatissime". Questi, nelle parole del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, i punti di forza del sistema universitario italiano.

"Il nostro sistema – spiega Bernini – è più aperto a nuove forme di didattica, più personalizzabile. Penso a Edunext, la rete di atenei e Afam che supera i vincoli geografici grazie a modelli didattici blended. Non è semplicemente digitalizzare l’università tradizionale. È ripensare il rapporto tra studio, lavoro e vita personale".

In tale scenario qual è l’importanza dell’orientamento universitario? "È fondamentale. E non uso questa parola a caso. Orientare significa dare ai ragazzi strumenti per scegliere, non scegliere al posto loro. Significa evitare che il talento si disperda, che le aspirazioni si spengano. Per troppo tempo in Italia l’orientamento è stato considerato quasi una procedura burocratica. Io, invece, credo sia uno degli snodi principali per il futuro di uno studente. Una scelta consapevole riduce l’abbandono, aumenta la motivazione e valorizza capacità, desideri e vocazioni".