HomeFirenzeCronacaL’oasi verde a 35 gradi: "Non è aria ma gas""Non è più aria questa, sto respirando gas bruciato". Piazza Bartali, quadratone di cemento a Gavinana, zona sud. Mario scuote...È caldo anche tra le bellezze di FirenzeRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Non è più aria questa, sto respirando gas bruciato". Piazza Bartali, quadratone di cemento a Gavinana, zona sud. Mario scuote giù l’ultimo scroscio di borraccia e si massaggia la nuca bagnata. Sono le 13 e 30, l’ora esatta in cui la stazione meteo dell’Orto botanico del capoluogo certifica che la colonnina di mercurio si è issata a 41,6 gradi. Il fiato bollente prende a cazzotti in faccia Firenze. Qui non c’è l’afa padana che ti appallottola in una gomma da masticare calda, non c’è il sole rovente e pulito del vicino Chianti. In riva all’Arno il bollore frizza sulla pelle, la brucia. Un altoforno acceso da dieci giorni di fila.

"Neanche all’ombra c’è sollievo" dice Giulia. È così. Le pietre dei palazzi sono accumulatori seriali di caldo, le notti ’over 25’ lo dilatano appena ma alle otto del mattino sono 30 gradi e si ricomincia da capo. Il centro storico, la più grande isola di calore della città, è una macedonia di miasmi di cassonetti appiccicosi riempiti da turisti fradici e di sfiati roventi dei condizionatori esterni. L’altra zona satanica è a Novoli, zona ortofrutticolo. Una distesa di asfalto, alberi non pervenuti. Qui arriva a stento il fiato caldo della Piana.