Due super: Alessandro Del Piero, 52 anni, e Ronaldo de Assis Moreira (Ronaldinho), 46 anni; dal 2008 al 2011 avversari con Juve e MilanUna cinquantina di chilometri, o poco più (55 da stadio a stadio) separano Ravenna e Rimini. Oggi quella è la distanza dei due sogni destinati forse a ridisegnare la geografia del calcio romagnolo, storicamente Cesena-centrica. E magari questa non è solo una questione di geografia del pallone, ma qualcosa in più: un fenomeno sociale, diciamo, o se volete una leggenda popolare, anche un po’ chic. Nello sfondo quelli che, petto in fuori, si mettono orgogliosi a cantare: la Romagna siamo noi.
Di Ronaldinho che sbarca a Ravenna e fa impazzire una città, anche se ancora non si è capito se e quanto giocherà (di sicuro pochissimo), si è già detto e scritto di tutto. Comunque vada, è già ora una straordinaria operazione di marketing; comunque vada, l’ambiziosa società guidata da Ignazio Cipriani (dinastia Harry’s Bar, imparentato con i Gardini) vedrete che salirà in fretta nell’Olimpo del calcio (ora è in serie C).
A Rimini, invece, il calcio non c’è più. Fallito, liquidato. Anni di lacrime e stenti. Lo scorso novembre è stato escluso dalla serie C, ora in teoria dovrebbe ripartire dalla serie Z, cioè la Terza categoria, ma il sindaco Jamil Sadegholvaad, che in questo momento ha in mano, oltre alle chiavi della città, anche quelle del pallone, ha già scritto alla Federcalcio chiedendo di poter ricominciare anziché dalla serie Z, dall’Eccellenza, che in sostanza è una serie E, una quinta serie. Si attende l’ok di Malagò, neo presidente federale, che dovrebbe arrivare.








